Il rischio di ripetersi!
Michele Ferraro
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Le occasioni forniscono sempre lo spunto per dibattere su temi riguardanti la vita culturale della comunità acrese. E’ sotto gli occhi di tutti, quel cartellone che annuncia le attività d’intrattenimento previste per il periodo estivo.
Non trascuro i tempi ristretti, là dove, la neo-amministrazione ha dovuto fare i conti. Detto ciò, è importante sottolineare quei toni di approccio, orientati su un “déjà vu” che mette fuoco sui guai della cultura nostrana. Da quanto si evince dal cartellone “(R)estate ad Acri”, pare non sia cambiato nulla rispetto all’amministrazione uscente, tant’è la proposta volge all’emulazione della precedente. E’ evidente, tutto il calendario eventi è generato da comitati, associazioni, privati, e dove l’approccio di questa amministrazione, con il suo patrocinio, ne esce suasorio ed accondiscendente e ben distante dal disegnare un’agenzia educativa valida. Non si avvisano nuovi elementi strategici nel perseguimento delle proprie finalità istituzionali, per rendere efficace in massimo grado il rapporto tra risorse erogate e risultati conseguiti all’interno del proprio territorio con l’introduzione di criteri condizionali nell’assegnazione del proprio sostegno a favore della qualità e dell’originalità. E’ bizzarro, ogni qualvolta cambi un’amministrazione, l’attenzione cada nella priorità di ricercare quel nome da dare alla manifestazione estiva, come a voler cancellare la precedente, disconoscendo quel fare orientato ad accrescere la fidelizzazione di un pubblico fuori porta. La differenza si caratterizza grazie ai contenuti, quant’anche la condizione finanziaria non permette investimenti generosi, non deve alzare quel paravento dietro al quale giustificare immobilità, inventiva ed incapacità. Non comprendo la logica di quel comportamento cui guarda con accuratezza al calendario, esclusivamente, nel ruolo di coordinatore come ad intercettare un fabbisogno utile a colmare quelle carenze derivanti da tutt’altre origini. Resta di fatto che coordinare le rilevanti attività culturali sia primaria necessità di un’amministrazione. Il valore dell’intrattenimento si orienta sul personale sentire e si muove sulla base delle offerte proposte e non sulla coercitiva affluenza, rendendo di tutte le serate un opinabile successo, a discapito dell’animo dello spettatore, mosso più dalla promenade serale e meno dalla scelta. L’assessore Le Pera esordisce – coinvolto l’intero territorio ed accontentate tutte le fasce di età – come appare da un articolo pubblicato su Acri In Rete, di qualche giorno fa. In qualsivoglia dizionario rispondente alla parola accontentare troviamo: rendere contento, soddisfare, appagare. E’ legittimo che associazioni, comitati inseguano i propri obiettivi finalizzati ai relativi scopi di diversa natura, come i privati alla clientela. Ben diversa è la posizione della P.A., la quale dovrebbe tener conto della rilevanza delle iniziative proposte evitando di non far bacare quel fragile tessuto urbano. Se l’assessorato allo Spettacolo divenisse di pertinenza dell’assessorato alla Cultura accadrebbe qualche ragionevole cambiamento, là dove probabilmente anche l’intrattenimento assurgerebbe? Gli psicologi sostengono che la funzione principale dell’intrattenimento sia il raggiungimento di un senso di soddisfazione o gratificazione nello spettatore. Questo è in contrasto con l’educazione, il cui scopo è sviluppare la comprensione o aiutare le persone ad imparare. Oggi assistiamo ad un’educazione che cerca di essere più divertente e ad un intrattenimento che punta ad essere più educativo. E’ doveroso, pertanto, escludere dal ragionamento tutte quelle associazioni di volontariato, esempi virtuosi per la comunità. Detto ciò, questo primo approccio, spero non sia precursore di un fare “se vuoi governare e detenere il potere oggi devi non vedere e, soprattutto, non dire”. Mi piacerebbe vedere Acri come una cittadina divenuta più bella ed attrattiva, lontana da azioni che stentano a decollare, arruffando all’istante per sedare gli animi degli acresi speranzosi o lamentosi. |
PUBBLICATO 19/08/2017 | © Riproduzione Riservata

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