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Sanita': al quinto tentativo approvato l'atto aziendale

Foto © Acri In Rete
Michele Trematerra
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Giusto in tempo per il consiglio comunale di giorno 4 settembre è stato approvato lo strumento di programmazione sanitaria dell’Asp di Cosenza.
Grida di giubilo  da parte della maggioranza, che festeggerà insieme al presidente Oliverio ed al commissario Scura per questo importante traguardo, che ha sancito la fine della speranza per il nostro ospedale.
Oliverio ci dirà che ha rispettato gli impegni, dimenticandosi però quale erano gli impegni presi da lui e dai suoi consiglieri ed assessori regionali.
L’ospedale di Acri passa da Ospedale Spoke con Castrovillari ad ospedale disagiato nello spok  Corigliano Rossano.
Non è un gioco di parole ma sostanza.
Non una protesta per il non raggiungimento dell’obiettivo per cui si era scesi in piazza, chiedendo che Acri fosse ospedale generale e critiche feroci per lo spoke Acri Castrovillari.
Oggi invece festeggiamo per un ulteriore declassamento, dovendo strappare qualcosa, cosa difficile, a due colossi come sono Rossano e Corigliano.
La Giunta Scopelliti-Trematerra, come viene definita da qualche servo sciocco in cerca di padrone, aveva immaginato una prospettiva diversa, lo spoke, che se adeguatamente sostenuto, avrebbe garantito al nostro ospedale maggiore autonomia e migliore sanità.
Avendo capito che i tavoli nazionali non ci avrebbero permesso una autonomia e dovendoci sposare con qualcuno, io, si proprio io decisi che era meglio sposarci con un nostro pari grado e perciò puntammo allo spoke con Castrovillari.
Proteste, minacce, scarso sostegno e soprattutto poca collaborazione da parte dell’allora Direttore Generale Gianfranco Dott. Scarpelli fecero il resto.
Ora leggendo l’atto aziendale ho come l’impressione che Acri sia diventata una grande R.S.A., un chirurgia ridotta (anche nei numeri dei medici visto il trasferimento coatto di un medico, avvenuto nei giorni scorsi, lasciando i tre bravissimi medici in balia delle onde), una medicina senza un riferimento continuo e servizi che dipenderanno dai due grandi ospedali della sibaritide.
Continuo a non pentirmi della scelta fatta e non compresa, avendoci anche rimesso l’elezione al senato della repubblica, per la contrarietà nei miei riguardi di Castrovillari e dei paesi del Pollino, e la freddezza anche dei miei concittadini.
Se posso dare un consiglio al Sindaco ed al consiglio comunale, non accettate questa fine, pretendete ciò che Oliverio, Laratta, Adamo, La Bruno Bossio, Guccione e tanti altri, dimenticavo il segretario del Pd Magorno, avevano promesso.
Solo ora dimostrando una coesione mai avuta in passato, Acri potrà avere la giusta considerazione oggi per l’Ospedale domani su altri fronti, altrimenti non ci resterà, come usa fare di tanto in tanto il lecchino di turno, di addossare responsabilità verso i soliti noti ed intanto continuare a scivolare sempre più indietro.

PUBBLICATO 26/08/2017 | © Riproduzione Riservata



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