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"Anch'io voglio fuggire"

Foto © Acri In Rete
Rossella Feraudo
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Chi, fra i giovani, non ha mai pronunciato la frase: "odio questo paese, una volta finiti gli studi voglio andare a cercare lavoro all'estero, quì non ci voglio stare"?
Se non tutti, una grande maggioranza. Ma che luogo è questo "estero", e come si fa ad essere così sicuri che lì potremmo trovare qualcosa che ci renda la vita migliore?
Sicuramente, la situazione economica italiana non è delle migliori. Lavoro che non si trova, stipendi bassi, lavoro in nero, raccomandazioni, e chi più ne ha più ne metta.
Quindi, perchè rischiare di imbattersi in una di queste situazioni, piuttosto che andare alla ricerca di qualcosa di nuovo, di diverso, che possa dare finalmente alla nostra vita un senso di completezza? Certo, si ha paura. Si ha paura di non riuscire a stare al passo con le proprie ambizioni, di sentirsi delusi dalle proprie aspettative. Ma spesso anche l'estero può portare alle medesime delusioni.
Nel momento in cui si mette piede in un altro paese, si entra a contatto con una cultura o, perlomeno, un modo di pensare diverso, che possa esso limitarsi agli atteggiamenti delle persone nei rapporti sociali, fino ad arrivare alla differenza di valori e ideologie. E insieme alla curiosità e all'entusiasmo per tutto ciò che vediamo di "nuovo", ci sarà anche lo stupore che ci porterà a pensare "ma nel mio paese non è così''. Con questo non voglio assolutamente parlare di paesi migliori o peggiori, semplicemente di uno stile di vita a cui si era abituati e che, all'improvviso, cambierà.
L'ambientarsi in un nuovo paese può richiedere settimane, addirittura mesi, se si parte senza conoscere proprio nessuno. E' come cominciare una nuova vita, una vita per così dire parallela a quella precedente. Parallela perchè cominceremo a fare cose, ad avere abitudini, a frequentare persone, che prima non ci avrebbero neanche sfiorato l'anticamera del cervello. Tutto ciò è assolutamente un bene, perchè oltre a darci la possibilità di conoscere un altro pezzo di mondo, ci permette anche di crescere, di cavarcela da soli, di adattarci e aprire la mente. Ci permette, inoltre, di guardare al nostro di paese, con altri occhi, con uno sguardo nuovo, oggettivo. Sì, perchè quando si è in contatto con un ambiente diverso da quello in cui siamo cresciuti, con persone che non parlano la nostra stessa lingua e non hanno le nostre stesse usanze, queste stesse persone cominceranno, prese dalla curiosità, a farci delle domande sul paese da cui veniamo, su come si vive, cosa si mangia, come si approccia a una ragazza. Le stesse domande che noi faremmo loro, d'altronde. E questo porterà quindi a riflettere, a stupirsi di fronte al fatto che la nostra vita di tutti i giorni, le nostre abitudini, possono apparire così strane e nuove al nostro interlocutore. E sarà proprio questo a permetterci di guardare all'Italia non solo da italiano, ma anche da straniero. E, così facendo, cominceremo senza rendercene conto ad apprezzare molto di più ciò che ci ha sempre circondato, a vedere non solo la mancanza di posti di lavoro, la mafia, e quant'altro, ma anche l'arte, la storia, la natura, il cibo.
Perciò, ecco, invece di starcene sempre a lamentarci di ciò che non ci piace, ciò che andrebbe cambiato, proviamo a chiederci se in qualche modo noi possiamo cambiare qualcosa. Impegnamoci per quanto possiamo a rendere il nostro paese un paese migliore, a non fuggire di fronte ai problemi ma ad affrontarli. Siamo veramente così sicuri che un altro paese possa offrirci un futuro migliore? Abbiamo già tentato?
Andando avanti così, il nostro rimarrà un paese solo, senza giovani, in una situazione di stallo in cui nulla può cambiare, perchè le persone che rimarranno a gestirlo saranno sempre le stesse.
Quindi, amiamo l'Italia, il paese che ci ha cresciuto e che ci ha portato ad essere quello che siamo ora, e tentiamo di salvarla. Perchè anche un professore che sappia far nascere una nuova passione ai suoi alunni, anche un dottore che riesce a salvare una vita, anche un giudice che mandi in galera chi ha torto, anche un buon padre di famiglia, possono, nel loro piccolo, aiutare questo grande paese.

PUBBLICATO 03/11/2017 | © Riproduzione Riservata



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