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In attesa del secondo tempo

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Al netto del calore della gente, qui non funziona niente. Nessuno rivendica i propri diritti !”
A parlare così è Davide Nicola, l’ormai ex allenatore del Crotone calcio. Un piemontese che ha lavorato solo un paio di anni a contato con la nostra gente e che ha capito perfettamente, in così poco tempo, quale maledizione incombe su un intero popolo: l’incapacità di rivendicare i propri diritti! Un popolo rassegnato ad accettare, di conseguenza, che i diritti vengano elargiti sotto forma di favori. Siccome però i favori vanno prima o poi restituiti, gira che ti rigira finisce che viene richiesto di ricambiarli in cabina elettorale. Vive e si alimenta anche cosi il sistema malato della mala politica, con il controllo dei voti. E cosi che giorno dopo giorno, quasi senza accorgercene perdiamo, insieme all’autostima, la nostra dignità di cittadini, auto-depotenziando il principale strumento di democrazia.
La libertà di voto è cosi svenduta a ominicchi senza scrupoli, di dubbie qualità morali e zero qualità politiche, ma con un talento innato su come sperperare risorse. Non di rado si tratta di fantocci, pupazzi collocati nei posti giusti per drenare soldi pubblici a favore degli amici, e amici degli amici attraverso finte consulenze o affidi di appalti milionari. Insomma un autentico disastro! Quando lo sperpero in alcuni settori è oramai evidente, arriva il colpo di genio della nomina dei commissari. Altre inutili figure, spesso di genere parassitario, incompetenti o incapaci ma funzionali al sistema.
Guardate come hanno ridotto la sanità. Resta un mistero sul come facciamo a restare indifferenti davanti ai dati ormai “certificati”, anche dalla Lorenzin (chiamarla Ministro appare parola grossa). Si stima in difetto, per la nostra regione, un debito di 153 milioni di euro!! Una montagna di soldi. Eppure hanno chiuso ospedali; ridotto il numero di medici e paramedici privandoci di servizi essenziali, trasformando i prontosoccorso in gironi danteschi. Hanno imposto sacrifici enormi e costi elevati anche solo per accedere a controlli strumentali. Il risultato? L’abissale debito non solo non è stato neppure scalfito ma anzi si è aggravato! Ottimo lavoro, non c’è che dire. Badate, queste non sono illazioni ma, è quanto asseriscono li stessi uffici giuridici del Ministero della salute che prudentemente parlano di inadempienze e scelte sbagliate. Ma è evidente a tutti che si tratti di ben altro!
Volete un esempio di come vanno le cose ancora in tema di sperpero? Pochissimo tempo fa a ben cinque manager della A.S. si sono divisi bonus per 100 mila euro (centomila cucuzze!) Motivo? Il raggiungimento degli obiettivi. I soldi sono stati elargiti in base alla percentuale dei risultati raggiunti. Di grazia, è possibile sapere quali fossero? Impossibile perché non erano neanche stati neanche prefissati. Pazzesco!
In questo marasma che cosa possiamo aspettarci per il futuro? E per l’ospedale di Acri che succederà? Gli obiettivi previsti nell’atto aziendale potranno essere raggiunti in mancanza di risorse? Ma la vera domanda è: serve ancora scrivere queste cose? Non lo so. La speranza che ci sia ancora qualcuno che davanti tutto questo riesca almeno ad indignarsi.
L’indignazione è un timido segnale che forse la rassegnazione non si è impossessata di tutti, che si ha ancora la voglia di difendere i propri diritti.
Il segnale che Davide Nicola si sbaglia è che finito l’intervallo, per quanto lungo possa essere stato, sta per iniziare finalmente il secondo tempo di una partita che nessuno ha più voglia di perdere.

PUBBLICATO 09/12/2017 | © Riproduzione Riservata



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