Per Franco
Franco Bifano
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Domenica 22 aprile si è svolto ad Acri il primo concorso sulle produzioni salumiere di eccellenza della Regione Calabria.
Per la prima edizione è stata scelta la nostra città e il Premio è stato dedicato alla memoria di Franco Monaco, funzionario ARSAC, prematuramente scomparso. Le due capienti sale di Palazzo San Severino-Falcone a fatica hanno contenuto il numerosissimo pubblico presente. La Sala delle Colonne è stata utilizzata per la degustazione dei prodotti, quella del primo piano per lo svolgimento dei lavori del Convegno e la successiva cerimonia delle premiazioni. Tante le Aziende che hanno preso parte alla competizione e molti i maestri assaggiatori ONAS, impegnati nella valutazione dei prodotti. Fin dall’inizio dell’incontro, si respirava un’atmosfera particolare, tanto che, quando nel convegno si è parlato di Franco, è stato un po’ come vederlo in mezzo ai relatori con quel suo sorriso un po’ sornione, gli immancabili occhiali e l’aria compiaciuta di chi è soddisfatto per l’iniziativa e segue con interesse gli interventi. Franco Monaco è stato tra i primi, in tempi lontani, ha intuire le opportunità legate all’allevamento suino, in particolare quello nero calabrese. Per questo, con grande dedizione e attraverso un costante impegno, ha sempre cercato di farne emergere le potenzialità. Franco era una persona per bene, apprezzato da tutti per la competenza, la passione che metteva nel suo lavoro e la tenacia nel perseguire gli obiettivi. Sorprendeva per la sua grande disponibilità e schiettezza. Appassionato di bellezze paesaggistiche e grande sostenitore della tutela ambientale. Anni fa, scrissi un articolo sul taglio selvaggio al quale erano sottoposti alcuni dei nostri boschi, a lui piacque molto, ci incontrammo per parlare dell’enorme scempio e di come discutibili, quanto nebulose, scelte politiche avessero reso (forse volutamente) il sistema di controllo scarsamente efficiente. Con un sorriso disarmante mi disse: “ Amico, non scherzare con il fuoco! “ Persona sempre gentile e dai modi garbati, per i colleghi ed i tanti amici non è stato difficile apprezzarne le qualità e volergli bene. Domenica, nel corso del Convegno hanno voluto ricordarlo attraverso numerose diapositive, mostrando l’importante lavoro che ha svolto e il costante impegno . Quando Angelo Canino, poeta dialettale acrese, ha declamato i versi di una sua poesia dedicata a Franco, l’emozione si è impadronita di tutti presenti per sciogliersi poi in un lungo applauso. Chissà, perché Dio chiama a sé sempre le persone migliori ? Forse aveva bisogno di un agronomo dalle grandi qualità! Non so se sia cosi, ma mi piace molto pensarlo. |
PUBBLICATO 25/04/2018 | © Riproduzione Riservata

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