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Lavori sulla 660 piccole/grandi perplessità

Foto © Acri In Rete
Leonardo Marra
Qualche giorno fa ho avuto modo di visionare su questo giornale la conferenza stampa (clicca qui, ndr) per presentare l’inizio dei lavori di manutenzione sulla SS660.
In quell’occasione ho appreso che sarebbe stato effettuato un intervento di manutenzione straordinaria “abbastanza importante”.
I lavori, che avrebbero riguardato la messa in sicurezza del tratto che va dal km 0,000 al km 11,600, sarebbero consistiti nella messa in sicurezza di alcuni tratti dove sarebbe stato sostituito o installato il guardrail e, soprattutto, nel rifacimento del manto stradale.
L’intervento “sostanziale”, secondo l’ingegnera responsabile dei lavori, avrebbe interessato, non solo lo strato superficiale: quello dell’usura, ma sarebbe stato scarificato anche lo strato sottostante (il binder).
Ora, per chi non lo sapesse, mi sono informato, lo strato di usura è spesso fino a 10 cm ed il binder fino ai 15 cm.
Supponendo che il manto della SS660 sia nella media dei due, lo strato da scarificare sarebbe dovuto essere almeno 10-12 cm, anzi, a detta sempre dell’ingegnera in alcuni tratti “particolarmente ammalorati” si sarebbe scesi addirittura a 18 cm.
Orbene, quanti di voi sono transitati dalla 660 in questi giorni, hanno potuto osservare che, in realtà, la scarificazione si sarà attestata, a voler essere ottimisti, attorno ai 4-5 cm, appena sotto lo strato di usura.
Ora mi chiedo, e con me immagino tante altre persone: sarebbero queste le “caratteristiche elevate” per cui l’ANAS avrebbe “speso un po’ di più” e garantito “una durata sostanziale negli anni” (almeno 8)?
Cosa succederà al primo gelo? E soprattutto, visto il transito notevole anche di mezzi pesanti che interessa quel tratto di strada, uno strato di 5 cm arriverà ai primi geli?
La nostra idea, come cittadini non addetti ai lavori è che fra qualche mese (a volere essere ottimisti), lo strato del manto “salterà”, e ci ritroveremo con una strada non più scivolosa, ma piena di crateri.
A questo punto non oso immaginare come sarebbero stati questi lavori se non fossero stati “sostanziali”.
Naturalmente metto nel conto che, da malpensante, potrei sbagliare clamorosamente e che la pavimentazione sia perfettamente idonea.
Felicissimo se fosse così, ma aspetto che qualcuno lo confermi, perché dopo anni di attesa e centinaia di incidenti vorremmo essere tranquilli almeno per qualche anno nel percorrere quel benedetto tratto di strada.
In conclusione, cara ANAS, scusi se non festeggio o non riesco ad essere entusiasta, preferisco rimandare di qualche tempo le esultanze e giudicare a posteriori il lavoro fatto perché “Facile loqui; sed verba volant, facta manent”.

PUBBLICATO 26/05/2018





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