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Lettera aperta alla cittadinanza

Foto © Acri In Rete
Innovatori Della Politica
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Il tempo è galantuomo perché il suo progressivo decorrere dimostra che tutte le bugie hanno un inizio ed una fine. Ormai, a tredici mesi dall’insediamento, tutti gli acresi si sono resi conto che l’attuale squadra di governo locale non riesce a garantire più neppure l’ordinaria amministrazione.
Basta guardarsi intorno per vedere quali sono le tristi condizioni in cui versano le strade del territorio, basta soltanto chiedere alla gente di alcune aree (Sorbo, Montagnola) per sapere che ci sono ancora frazioni dell’intero comprensorio che non hanno più acqua che fluisce regolarmente dai rubinetti delle proprie case, basta osservare le banchine stradali che attendono ormai impazientemente il successivo sfalcio dell’erba selvatica, basta attendere le prime piogge per vedere, in alcune zone, la luminosità pubblica spegnersi inesorabilmente.
In tutto questo, noi del gruppo Innovatori della Politica, ci chiediamo come e quando verranno a realizzarsi le promesse annunciate lo scorso anno e che costituivano oggetto del programma elettorale del Sindaco Pino Capalbo.
Come tutti ricorderete, cari concittadini, nel programma elettorale si parlava, tra le varie opere, della realizzazione di ben tre postazioni di elisoccorso: una ad Acri, una a San Giacomo ed una a La Mucone.
Si fantasticava del potenziamento della rete fognaria, della realizzazione dell’Ufficio Legale, dell’istituzione della prima scuola teatrale comunale, del consolidamento della biblioteca civica, della proclamazione di un referendum per decidere se aprire o meno al traffico corso Pertini etc.
Bene, cari concittadini, oggi potete verificare quali promesse sono state realizzate in questo primo anno di amministrazione e farvi un’idea su cosa possa realizzarsi nel prossimo anno, stante il fatto che l’attuale situazione di dissesto economico dell’ente non consente di realizzare neppure il necessario. Ma è proprio lo stesso dissesto che non può costituire l’alibi dietro al quale celare il mancato conseguimento degli obiettivi. Il bilancio dell’ente era, infatti, conosciuto dall’intera comunità, quindi, a maggior ragione, dall’attuale Sindaco, all’epoca consigliere di minoranza.
Il dissesto non può e non deve essere, quindi, una scusa per nascondere l’incapacità politica di mantenere gli impegni assunti innanzi alla cittadinanza al tempo della scorsa campagna elettorale.
Cari concittadini il nostro Sindaco, anche nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, sosteneva che ad Acri, con la nuova amministrazione, è cambiato vento rispetto alle politiche precedenti. Basta poco per scoprire che non è vero. Le nomine politiche erogate dal Consiglio Comunale in occasione del rinnovo degli Enti culturali sono state, in parte, conferite a persone candidate nelle liste elettorali del Sindaco Capalbo alle scorse elezioni. Niente di illegale, per carità.
Queste persone sicuramente avranno curricula perfettamente in linea con gli incarichi a cui sono stati chiamati ma è un modo di agire che non presenta alcuna discontinuità con il metodo di scelta seguito dalle amministrazioni precedenti. La stessa cosa può dirsi per quanto riguarda il reperimento delle entrate tributarie. Anche in questo caso, stante i pochi successi ottenuti in ordine alla riscossione dei tributi non versati, si è utilizzato lo strumento della tassazione, con l’introduzione del cosidetto grattino a pagamento per le aree di sosta, misura che penalizzerà in primo luogo i commercianti, già vessati dai tributi eccessivi, oltre che gli stessi cittadini. In realtà questa prassi non cambia linea rispetto agli anni precedenti, valutando come opzione più comoda per reperire risorse, per l’ennesima volta, quella di mettere le mani nelle tasche degli acresi.
Lo stesso possiamo dire sul numero degli appalti aggiudicati con la procedura dell’affido diretto che restano lo strumento principale di scelta del contraente, esattamente come avveniva negli anni passati.
Anche sullo sfalcio dell’erba dalle cunette stradali si continua a mortificare l’intelligenza dei cittadini. Gli operai vengono, infatti, tirati per la giacca a ruota dal consigliere comunale di turno e mandati ad effettuare le opere di pulitura presso le strade prossime alle abitazioni dei propri amici, parenti ed elettori, lasciando al resto dei cittadini l’annoso compito di dover provvedere da soli alla cura delle strade limitrofe alle proprie abitazioni.
Quindi possiamo affermare, cari concittadini, che se ad Acri il vento è cambiato spira vento di tempesta.
Per questo ci rivolgiamo a voi, che ben conoscete la verità dei fatti. Spiegate ai vostri amici come stanno realmente le cose.
Dobbiamo voltare le spalle a chi amministra la cosa pubblica senza avere la statura del leader ma coltivando l’arroganza tipica del capo.
Dobbiamo farlo perché la politica non deve seguire interessi di parte ma il bene comune.
Dobbiamo farlo perché Acri e la sua storia sono qualcosa di più grande ed importante dell’arroganza e dell’odio verso il dissenso.
Dobbiamo farlo perché le istituzioni non devono essere rappresentate da chi fa promesse velleitarie per acquisire consensi per poi nascondersi dietro il comodo scudo del dissesto quando, alla prova dei fatti, si rivela incapace di mantenerle.


Gammuto Domenico
Lupinacci Domenico
Lupinacci Giacomo
Nigro Nicola
Nigro Vincenzo

PUBBLICATO 06/08/2018 | © Riproduzione Riservata



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