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Cetraro, arriva la benedizione della nuova statua di Sant’Angelo d'Acri

Foto © Acri In Rete
Clelia Rovale
È in programma oggi, domenica 10 marzo, a Cetraro, dalle 17,00 in poi, un evento religioso particolarmente sentito sia dai fedeli della cittadina tirrenica, che dai fedeli di Acri, accomunati da secoli dalla mirabile figura di Sant’Angelo d’Acri. A sottolineare l’importanza di questo evento, organizzato dalla Parrocchia di “San Pietro Apostolo”, conosciuta anche come “chiesa dei Cappuccini”, e al quale parteciperanno i rappresentanti istituzionali delle due città, è il parroco, don Luigi Gazzaneo.
“All’insegna della memoria storica e con grande venerazione verso Sant’Angelo d’Acri – ha, infatti, scritto don Luigi, in una breve nota – che ha tanto amato e beneficiato la città di Cetraro, considerandola sua seconda patria, sarà benedetto con rito solenne, presieduto da Guardiano del Convento di Acri, padre Francesco Donato, il nuovo simulacro dell’illustre cappuccino, collocato all’interno della chiesa dei Cappuccini”.
Da sottolineare che questa nuova statua del grande Santo acrese è stata fortemente voluta dai fedeli di Cetraro, in particolare da Antonio Martilotta, un grande devoto del frate, che, da tempo, si è prodigato e impegnato, insieme allo stesso don Luigi Gazzaneo, affinché la sua collocazione diventasse finalmente realtà. In particolare, il programma in cui è articolato l’evento, prevede alle ore 17,00 l’accoglienza dei pellegrini provenienti da Acri nel piazzale “Andrea Aprile”, a Cetraro Centro; seguirà poi la processione con la nuova effigie di Sant’Angelo attraverso la principale via del paese, via Luigi De Seta, con arrivo proprio nella chiesa di San Pietro Apostolo. Qui, intorno alle 17,30, si terrà una solenne celebrazione eucaristica.
Come già sottolineato, ad accogliere i fedeli acresi, tra i quali il sindaco Pino Capalbo, e alcuni assessori, ci saranno il parroco don luigi Gazzaneo, il sindaco di Cetraro, Angelo Aita, e il consigliere regionale Giuseppe Aieta. Interverrà anche l’architetto Carlo Andreoli, storico di Cetraro.
Da sottolineare, inoltre, che Sant’Angelo d’Acri è stato un annunciatore e un imitatore perfetto del Cristo Crocifisso e dell’amore tenero e filiale verso la Vergine Addolorata, facendone una sorta di testamento con il dono delle due pietà alle popolazioni di Acri e di Cetraro, per le quali profuse le sue energie fisiche e spirituali”.
Ecco perché il legame tra Sant’Angelo d’Acri e Cetraro è, da sempre, molto stretto, poiché il religioso, a partire dal 1710, soggiornò a lungo nella cittadina tirrenica quale Guardiano dell’allora Convento dell’Ordine dei Cappuccini, ordine al quale, come è noto, apparteneva, e, come ha già messo in evidenza don Luigi Gazzaneo, considerava la città la sua seconda patria.

PUBBLICATO 10/03/2019





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