OPINIONE Letto 1442  |    Stampa articolo

Altruismo: natura o cultura ?

Foto © Acri In Rete
Federica Meda
"La tendenza alla cooperazione e la propensione all’aiuto degli esseri umani poggiano, da sempre, su un nucleo di interesse personale”: questa frase, letta in un libro, mi ha fatto riflettere sulla natura di questo interesse. L’altruismo e la solidarietà umana sono costitutivi della natura dell’uomo oppure assimilati attraverso la cultura e l’educazione?.
Noi siamo continuamente a contatto con gli altri, e gran parte delle cose che facciamo sono condivise e si manifestano all’interno di un gruppo.
La famiglia, i rapporti di amicizia e di affetto, l’amore per una persona, un ideale, un credo: tutti questi aspetti hanno un valore inestimabile per un uomo e tutti presuppongono il “noi”, un concetto che compare già nei bambini, come dimostrato dagli psicologi. Che l’uomo sia un essere che necessita degli altri quindi è indiscutibile e quotidianamente dimostrato; anche nella piramide di Maslow ( piramide dei bisogni dell’uomo secondo la psicologia). In essa è presente il bisogno di affiliazione come fattore fondamentale nella vita, e la socialità è una vera e propria motivazione, cioè quella spinta che porta ad agire per soddisfare delle esigenze e raggiungere degli scopi.
A questo punto mi verrebbe spontaneo accettare l’idea che l’uomo è un essere sociale, portato istintivamente a stabilire stretti legami con gli altri e capace di creare relazioni come nessun’altra specie esistente, proprio per la necessità di condividere e sentirsi partecipe di varie esperienze. E se l’impulso solidaristico, il supporto e l’aiuto offerto ai propri simili derivasse da questo bisogno?
Forse è un’idea troppo ottimistica quella di vedere in quel famoso interesse personale una gratificazione intrinseca, sentirsi appagati per il semplice fatto di far del bene agli altri; ma è altrettanto vero che vi sono diverse situazioni che lo dimostrano, come ad esempio tutte quelle persone che fanno volontariato, che si dedicano completamente agli altri, o altre che addirittura sacrificano la loro vita e si mettono in gioco rischiando di perdere tutto pur di proteggere chi è in difficoltà: di tutte queste persone non si può dire che agiscano per la fama, il potere o qualche altro fine secondario, e nemmeno che la volontà di stare con gli altri, cercare appoggio e condivisione nelle proprie azioni sia una forma di egoismo.
Tuttavia ì è importante avere cura anche di se stessi, e se soddisfare il bisogno di benessere richiede la presenza di altri individui anche per il solo piacere di offrire e condividere, ben venga.
L’importante è che la condivisione sia reciproca o che comunque non si sfruttino gli altri pensando solo ai propri vantaggi: ecco l’altro lato di quell’interesse personale.
Purtroppo spesso gli uomini agiscono in funzione di qualcosa che non consiste in pura sensibilità e propensione verso gli altri; soprattutto all’interno dei diversi contesti sociali l’individuo è portato a pesare le azioni, considerando i benefici che può trarne e a dosare il suo altruismo, mostrandosi gentile con chi conviene e meno predisposto con chi potrebbe ostacolare i suoi obiettivi.
Ma la cosa peggiore ( e che spesso mi fa dubitare della sua naturale socialità ) è che l’uomo è anche capace di fare del male e sono innumerevoli gli esempi di antisocialità, conflittualità e prepotenza; si può dire che siamo l’unica specie in natura che pratica una guerra organizzata e che è in grado persino di autodistruggersi.
Che fine fanno quelle tendenze altruistiche di fronte a certi eventi? Come dare piena ragione a Rousseau?
L’uomo sarà anche dotato di una socialità innata, ma spesso si creano dei gruppi poiché ci si rende conto che associandosi si risolvono meglio dei problemi che da soli è difficile affrontare.
A quel punto, più che istinto è convenienza, e proprio Hobbes affermava che la società nasce da un contratto non scritto tra i suoi componenti, dove ognuno rinuncia ad una parte della propria libertà e coopera per far fronte a delle esigenze comuni.
Ritornando allora alla riflessione iniziale, credo che la natura umana sia molteplice e talvolta presenta inclinazioni estreme. Sicuramente ogni individuo ha le sue personali ragioni e interessi per cooperare o supportare qualcuno, ma ciò che conta è che tali azioni non siano a discapito di altri e che alla base ci siano motivazioni concrete e positive. Insomma, tra l’essere meschino e il martire, ci deve essere l’uomo, che sa misurare rispetto e bontà verso gli altri.

PUBBLICATO 24/03/2019





Ultime Notizie

NEWS  |  LETTO 444  
Regionali 2020. In città vince il centro destra
Terminiamo il nostro racconto sul voto regionale con quest’ ultimo scritto. Nei giorni scorsi ci siamo occupati delle preferenze dei candidati locali e dell’intera regione e dei voti presi dalle lis ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 1064  
Parco nazionale della Sila. Nominato il nuovo direttore
Nei giorni scorsi si è insediato il nuovo Direttore Domenico Cerminara, responsabile del Servizio Pianificazione, Programmazione, Tutela e Sviluppo dell’Ente Parco. Prende il posto di Giuseppe Luzzi ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 565  
Enel produzione. Rischio sottodimensionamento. Giovedì sciopero
Anche gli operai di Enel produzione, quelli di via Pastrengo per intenderci, parteciperanno allo sciopero di giovedì prossimo. “La vertenza Enel Green Power dell'unità territoriale di Acri non tro ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 658  
Regionali 2020. I dieci candidati più votati nell’intera regione. Vince Irto
Tra i migliori dieci candidati ben otto sono del centro destra. Il primato spetta a Irto (Pd, nella foto), ex presidente del consiglio regionale, con 12568 voti a seguire Gallo (Fi) 12053 quindi Esp ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1419  
Complimenti vivissimi
Che strana gente siamo noi del Sud! Per carità, abbiamo molte virtù di cui andare fieri. Siamo orgogliosi (in particolare delle nostre origini), capaci, generosi, laboriosi, accoglienti.
Leggi tutto