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Enogastronomia. Al Vinitaly successo di “Acroneo.”

Foto © Acri In Rete
Redazione
Il settore enogastronomico, è risaputo, è uno dei punti di forza della Calabria e del nostro territorio in particolare.
Al “Vinitaly”, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino, che si è tenuta a Verona dal 7 al 10 aprile, ha riscosso successo e gratificazione la Cantina “Acroneo”, presso lo stand della Coldiretti Calabria, di Francesco Gabriele Bafaro.
Il giovane produttore ha presentato il vino nelle anfore di terracotta e per il suo archeo-vino “Acroneo” ha ricostruito il processo di vinificazione usato nel Bruzio, l’antica Enotria.
Bafaro
è un archeologo con la passione per l’enologia.
Come archeologo ha dedicato tutta la sua ricerca agli antichi impianti di produzione e alle metodologie di vinificazione usate nel Bruzio, terra da sempre vocata alla produzione di vini.
Nasce così un progetto unico e di straordinaria portata: la produzione dell’archeo-vino “Acroneo”, frutto di uno studio accurato delle fonti letterarie, iconografiche e archeologiche.
Ogni aspetto è curato nei minimi dettagli per ricostruire il processo di vinificazione antico.
Vi è, inoltre, uno studio delle anfore greche e romane, per recuperare la forma del contenitore migliore per la vinificazione.
“Acroneo”, quindi, è un vino che sa di millenni di storia e di antichità, dalla coltivazione alla produzione passando dalla raccolta.
Fasi importanti, innovativi che potete scoprire sul sito www.acroneo.it
La scelta del nome “Acroneo” va collegata al personaggio menzionato tra i Feaci nel libro VIII dell’Odissea come uno dei principi che accolsero Ulisse.
Il design delle anfore usate è unico, non si trova in commercio, perché frutto di sue personali ricerche, che fondono le caratteristiche delle anfore del passato al fine di creare una forma che dia il massimo risultato durante le fasi di fermentazione e affinamento del vino.
Le anfore sono state realizzate da artigiani di fiducia e manualmente, senza aggiunte di smalti o altri materiali moderni, e sono interrate.
Anche la chiusura delle stesse rispetta la tradizione antica, sono usati, infatti, materiali naturali come il legno e le pietre.
L’azienda si trova in via Serricella ed oltre a Francesco può contare anche su Raffaele Bafaro, Maria Fusaro, Gaia Bafaro.
Naturalmente l’azienda Bafaro ha ricevuto i complimenti dalla Coldiretti Calabria.
Vale la pena sorseggiare Arkon o Elektron.

PUBBLICATO 11/04/2019





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