COMUNICATO STAMPA Letto 4944  |    Stampa articolo

Help me!

Foto © Acri In Rete
Associazione Aracne
condividi su Facebook


La nostra bella terra presenta varie criticità che spingono i cittadini ad organizzarsi in associazioni per tentare di affrontare questo o quel problema.
L’associazione Aracne, costituitasi nell’anno 2010, si proponeva un obiettivo piuttosto impegnativo: lo studio dell’ambiente per individuare possibili fattori che potessero spiegare l’aumento delle patologie tumorali sul territorio acrese che avrebbe poi portato a sollecitare un’attenta bonifica dello stesso , oppure, al contrario, per scoprire un ambiente salubre che quindi avrebbe portato a spostare l’attenzione verso altro.
Inutile dire che il progetto era estremamente ambizioso, infatti nonostante il disperato impegno si sono conseguiti risultati che, pur confermando la forte percezione del problema, non hanno portato a dati scientificamente certi e alla possibilità di verificare concretamente il suolo, le acque e l’aria come auspicato dal progetto iniziale.
Sono stati sì individuati aspetti importanti ma niente che si potesse dimostrare con numeri certi perché per fare ciò, si è compreso, era necessario un lavoro che coinvolgesse le istituzioni. Istituzioni che, a suo tempo interpellate e apparentemente partecipi, non sono arrivate a nulla di concreto sollecitando, magari, l’aggiornamento del Registro Tumori e interessando i centri di ricerca delle Università che sono generalmente molto disponibili se adeguatamente e autorevolmente allertati.
Sconfitti, noi associati, ci siamo fermati pur continuando a sentire profondamente la necessità di affrontare l’argomento.
Ora chiediamo, ad onor del vero per la prima volta, all’Amministrazione che in questo momento ci governa di fissare come obiettivo principale del suo lavoro lo studio di questa problematica perché la salute è la condizione “sine qua non“, niente ha senso senza il benessere fisico.
E non ci si dica che siamo nella media nazionale perché noi non abbiamo gli inquinanti delle aree industrializzate e, comunque, la filosofia del “mal comune, mezzo gaudio” non ci appartiene.
Abbiamo tutti il diritto di sapere se l’ambiente in cui viviamo è sano, se non lo è bisogna intervenire, se lo è allora è necessario individuare altri fattori di rischio e modificare opportunamente le nostre abitudini, alimentari e non, e di sicuro, comunque, bisogna attivare con più organicità la prevenzione al fine di ridurre gli effetti legati agli agenti cancerogeni da qualunque parte essi arrivino.

PUBBLICATO 22/05/2019 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

LIBRI  |  LETTO 225  
Presentato “Il sole che amerai”, nuovo romanzo di Manuel F. Arena
Nella suggestiva ed evocativa cornice del Chiostro di San Domenico, nel pomeriggio.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 475  
La panchina rossa e il peso del silenzio: un invito alla comunità acrese
I recenti e drammatici episodi di cronaca legati ai femminicidi tornano a interrogarci con violenza..... ...
Leggi tutto

NOTA STAMPA  |  LETTO 721  
Oltre i divieti: perché il coprifuoco non è una politica giovanile
La libertà non si limita con un’ordinanza: la comunità si costruisce.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 830  
La memoria corta!
Il 27 luglio 2026, con un articolo pubblicato su Cosenza Channel, si dava notizia di un’iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Acri, con la Fondazione V Padula, nell’ambito de ...
Leggi tutto

IL CASO  |  LETTO 995  
K - Pop. Indignazione, insulti, amarezza
In attesa delle spiegazioni ( se mai arriveranno ).... ...
Leggi tutto