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Malacalabresità

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Siamo davvero sicuri di essere ancora umani? Non è che, come è stato ipotizzato in tanti film di fantascienza, negli ultimi anni sono arrivati gli extraterrestri e quatti quatti si sono impadroniti del nostro corpo, riducendoci a una sorta di ectoplasmi, incapaci di provare emozioni?
Probabilmente siamo stati predisposti da questi ultimi anche per subire le più ignobili nefandezze, rendendoci inermi e privi di ogni minima reazione.
Deve essere cosi, altrimenti è difficile comprendere come si possa tollerare quanto avviene oggi nella sanità calabrese, e quanto è successo a Cetraro.
Nell’ospedale della città tirrenica una giovane mamma è morta a distanza di tre ore dal parto naturale per una emorragia.
Pare che in sala operatoria mancasse un chirurgo ed che fosse disponibile una sola sacca di sangue.
Si muore ancora così nel 2019 in questa sciagurata regione, vittime di una sanità, inadeguata, mal gestita, derubata e inutilmente commissariata da anni. Troppi.
Santina Adamo, trentacinquenne di Montalto, ha lasciato orfani il figlio appena nato, un altro di tre anni e un marito disperato e solo.
E noi, ormai resi “ultracorpi”, restiamo in silenzio come se la cosa non ci riguardasse, dimenticando che in quella sala parto poteva esserci qualcuno della nostra famiglia.
Siamo indifferenti, rassegnati o semplicemente in attesa che capiti il prossimo dramma, e poi ancora il prossimo ed il prossimo ancora.
A volte scrivere è davvero complicato, la penna diventa un macigno difficile da sollevare, impossibile pensare di usarla.
Non basta accarezzare la tastiera perché le parole che si compongono sullo schermo sembrano non avere un senso, questa vicenda non è concepibile.
Leggi e rileggi ancora, ogni singola parola però ti sembra inadeguata. Una mamma è morta dando alla luce una nuova vita, un gesto d’amore immenso reso vano per sempre, spazzato via in un momento.
In quello stesso istante venivano infranti sogni, tradite speranze e stravolto destini.
In questa nostra terra ormai per conoscere il futuro non bisogna scrutare le stelle, ma le delibere di amministratori incapaci o affaristi, se non corrotti e collusi, che con il loro agire lo hanno segnato per sempre.
Si ancora può reagire? non sono ottimista.
Il “sistema” è maleodorante ma forte, e convivere con la “malacalabresità” sembra ormai diventata una (pessima) abitudine.

PUBBLICATO 23/07/2019 | © Riproduzione Riservata



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