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La solita approssimazione anche sull’ecodistretto...

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Prendiamo atto che la proposta, da noi avanzata nell’articolo di opinione, apparso giorno 22 luglio sulla stampa locale, sia stata in parte recepita dall’amministrazione comunale.
Riteniamo, infatti, che sia opportuno e quanto mai necessario che i concittadini di Acri possano esprimersi sulla questione ecodistretto, attese le notevoli implicazioni che da tale vicenda possano svilupparsi. Resta solo il rammarico che tale opzione resti subordinata al mancato raggiungimento di una maggioranza qualificata in seno al Consiglio Comunale.
Non si può non sottolineare però, ancora una volta, la grande approssimazione con cui opera l’amministrazione comunale di Acri.
Infatti, la stessa ha offerto disponibilità ad ospitare l’impianto sul territorio di Acri senza previa audizione del massimo organo di rappresentanza popolare, ed incurante di quale fosse il reale interesse della popolazione (come fatto, ex adverso, dal Comune di Castrovillari).
Per tale ragione l’amministrazione,ad oggi, ha soli sette/dieci giorni per decidere come ed in quale direzione operare. Un termine sicuramente breve se si considera che, entro tale orizzonte temporale, dovrebbe svolgersi un Consiglio Comunale seguito da un eventuale referendum cittadino.
Sarebbe bastato muoversi prima, quindi, per avere il tempo di ponderare bene le ragioni di alcune scelte che appaiono essere delicate per il futuro dell’intero territorio.
Questa superficialità potrebbe produrre anche un clamoroso controsenso logico: in caso di mancato raggiungimento della maggioranza qualificata in Consiglio, così come in caso di esito referendario negativo, si dovrebbe dire “NO” alla realizzazione dell’impianto anche in caso di favorevole aggiudicazione della gara.
Bastava muoversi rapidamente, quindi, per capire se partecipare o meno, eventualmente, ritirando la candidatura ed impedendo ulteriori ritardi che appaiono essere preziosi per una situazione ormai già al collasso.  

PUBBLICATO 26/07/2019 | © Riproduzione Riservata



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