Festa Sant’Angelo. Ed il turismo religioso?
Redazione
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Bene ha fatto l’amministrazione comunale a ringraziare i frati cappuccini, per il ricco programma religioso e la polizia municipale per aver garantito la sicurezza.
Ringraziamenti che Acri in Rete condivide ma che vuole estendere anche ad altri che hanno contribuito ugualmente e fattivamente alla buona riuscita dell’evento (trasporto, assistenza sanitaria). In questa sede, però, vogliamo porre un interrogativo alle istituzioni, soprattutto all’assessore comunale al turismo, alle associazioni, alla pro loco, agli imprenditori, ai commercianti, all’intera comunità. Anche quest’anno numerosi fedeli, provenienti da ogni parte della regione, hanno reso omaggio a Sant’Angelo, giungendo con bus o auto. A fine festeggiamenti, l’interrogativo che poniamo è questo? I fedeli/turisti hanno visitato anche il resto della città (chiese, palazzi, musei, area pedonale)? Hanno fatto visita al museo Maca, al museo del contadino, al museo della flora, al museo del santo, al museo di suor De Vincenti e di Beato Greco? Hanno visitato i tanti palazzi (Padula, Sprovieri, Feraudo, chiostro ex comunità montana) ed i monumenti? Hanno visitato i tanti luoghi di culto tra cui lo storico convento di san Francesco di Paola sede delle suore piccole operaie? Hanno passeggiato per le vie del centro e consumato? Hanno pranzato e cenato, apprezzando le ottime tradizioni enogastronomiche? Hanno pernottato nelle confortevoli strutture ricettive presenti nel centro ed in periferia? Hanno visitato le bellezze paesaggistiche e naturali distanti solo qualche chilometro dalla basilica? Hanno fatto visita agli artigiani, soprattutto a quelli che realizzano oggetti che richiamano la figura del Santo? Ed alle tante aziende agricole? Insomma, la città ne ha tratto vantaggio o i fedeli/turisti hanno solo partecipato alle funzioni religiose e poi sono ritornati nelle rispettive città? Esiste un piano/percorso del turismo religioso? |
PUBBLICATO 01/11/2019 | © Riproduzione Riservata

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