Museo del Risorgimento. A che punto è?
Redazione
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Giusto tre anni fa, ottobre 2016, l’Amministrazione Comunale di allora, guidata da Nicola Tenuta, annunciava l’istituzione del Museo del Risorgimento che dovrebbe trovare allocazione in alcune sale di palazzo Sanseverino-Falcone dove sono già presenti il Museo Maca ed il Museo della botanica e presto troverà posto anche il Museo Antiquarium, dedicato ai reperti archeologici trovati sul territorio acrese.
Il Museo del Risorgimento, dovrebbe ospitare libri, documenti e quant’altro si rifà a questo importante periodo storico. Nel Museo dovrebbe trovare spazio anche una sezione dedicata alla figura dell’acrese Giovanni Battista Falcone, di cui è presente una statua nel centro storico, nato ad Acri nel 1834. Falcone studiò al Ginnasio, poi si recò a Napoli. Fu amico dei fratelli Francesco e Vincenzo Sprovieri e di Carlo Pisacane. Con quest’ultimo fu artefice dello sbarco sull’isola di Ponza nel 1857, la cosiddetta spedizione di Sapri. Sulla sua morte, avvenuta proprio in questa circostanza, vi sono ancora dubbi. Ieri, sabato, abbiamo contattato il presidente del Comitato di gestione del Museo del Risorgimento, il prof. Giuseppe Scaramuzzo (nominato dal sindaco Capalbo nel luglio 2028 e le cui dimissioni di qualche mese fa sono state respinte) il quale, alle nostre specifiche richieste in merito alla questione, ci ha risposto con un lapidario “no comment.” Cosa vuole significare? |
PUBBLICATO 17/11/2019 | © Riproduzione Riservata

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