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I Ragazzi dello Julia abbandonati dall'Amministrazione Comunale

Foto © Acri In Rete
Julia In Rete
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Sono mesi che ad Acri si discute sul dimensionamento: proposte, proteste, progetti lasciati nel nulla, finiti in fumo, in una bolla di sapone.
Proprio così, perché dopo tanto parlare e discutere (e sulla stampa se ne sono lette davvero delle belle!) l’Amministrazione Comunale non ha saputo far di meglio se non “decidere di non decidere nulla”!
In pratica, il Comune ha proposto di lasciare invariato l’assetto delle scuole di Acri per il prossimo anno scolastico.
Ahi noi, però, l’assetto delle scuole per il prossimo anno non resterà invariato, poiché sul liceo Julia incombe lo spettro del sottodimensionamento.
Che significa?
Significa che la scuola più prestigiosa di Acri perderà l’autonomia , perderà il Dirigente e verrà data in reggenza.
Non ci sarà più un Dirigente stabile, si interromperà il processo di sviluppo iniziato quest’anno e il Liceo sarà in balìa degli eventi.
Ripercorriamo con ordine la storia di questo dimensionamento.
Il 16 settembre 2019 si inizia a parlare del dimensionamento scolastico con le tre scuole superiori di Acri: l’ITCGT Liceo Falcone in reggenza senza autonomia e senza un dirigente stabile, il Liceo Julia senza numeri validi per conservare la propria autonomia, stabile invece l’IPSIA.
Ad oggi il liceo conta 397 iscritti, ma se si considera che a giugno circa 100 alunni lasceranno la scuola per iniziare gli studi universitari, lo Julia arriverà a 297 alunni e dovrà fare davvero i salti mortali per riuscire a recuperare i numeri con le iscrizioni.
Gli studenti che usciranno dal primo ciclo non arrivano neanche a 200 e le scuole superiori ad Acri sono tre.
Davvero impossibile che si iscrivano tutti al Liceo!
L’Amministrazione comunale, inizialmente aveva cercato soluzioni, ad esempio la realizzazione di due poli scolastici uno liceale e l’altro tecnico-professionale.
Addirittura aveva tentato di accorpare l’ITCGT con l’ITIS di Bisignano.
Si era proposto di smembrare l’ITCGT e di dispensarne un po’ ad una scuola ed un po’ ad un’altra.
Tutte soluzioni inadeguate, così come inadeguata è stata la soluzione ultima con cui si è stabilito di non decidere nulla e di rimandare tutto al prossimo anno.
In parole povere sembra la storia di una morte annunciata, come se Acri e le sue scuole fossero destinati ad una lenta, agonizzante “morte naturale”.
Sic!

PUBBLICATO 09/12/2019 | © Riproduzione Riservata



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