Se anche un Prefetto…
Roberto Saporito
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Avremmo voluto chiudere il 2019 con un articolo positivo e rassicurante per tutti ed, invece, siamo costretti a raccontarvi un grave fatto di cronaca.
Impossibile non trattare la vicenda che vede coinvolto il Prefetto di Cosenza, Paola Galeone. Già, un Prefetto, la figura più importante dopo il ministro dell’interno (da cui dipende), colei che decide su sicurezza ed ordine pubblico, sullo scioglimento o meno di un comune sulla sospensione o meno di un amministratore, su una nostra richiesta di aiuto quando ci negano un diritto. Un nuovo colpo a questa sfortunata regione, già di per sé colpita da malaffare e criminalità e dopo solo qualche giorno dall’inchiesta che ha visto coinvolti i politici Incarnato (ai domiciliari) e Adamo (in esilio). Insomma, una classe politica e dirigente sempre più corrotta e collusa che perde credibilità e fiducia tra i cittadini. Una situazione drammatica, a pochi giorni dal voto regionale. Quale messaggio per noi tutti e soprattutto per i giovani? E’ vero, siamo all’inizio dell’indagine ma solo il fatto che il Prefetto Galeone, a Cosenza da poco più di un anno, nell’ultimo giorno del 2019 sia finito sui Tg nazionali, per un presunto caso di corruzione ed estorsione, è una vera e propria vergogna che lascia increduli. I fatti. La Galeone è indagata per aver intascato, in un bar della città, 700 euro che aveva richiesto a una imprenditrice. La notizia è stata pubblicata dalla Gazzetta del sud, in un articolo a firma di Arcangelo Badolati. E’ stata denunciata dalla vittima alla quale avrebbe proposto di emettere una fattura fittizia per 1220 euro con l’obiettivo di intascare la parte del fondo di rappresentanza accordato ai singoli prefetti, rimasta disponibile alla fine dell’anno. In questo modo, 700 euro sarebbero andati alla Galeone e 500 euro all’imprenditrice. Quest’ultima sarebbe rimasta letteralmente scioccata dalla proposta e avrebbe scelto di denunciare la vicenda alla Polizia. Quindi, fissato l’incontro nel bar scelto dal prefetto, a corso Mazzini il giorno di Santo Stefano, si è presentata con busta e soldi falsi, nonché la strumentazione adeguata per registrare tutta la conversazione. L’inchiesta per corruzione a carico del Prefetto ha preso il via dalla denuncia della imprenditrice Cinzia Falcone, titolare di una scuola di inglese, referente di un Centro di Accoglienza Straordinaria per migranti (gioie e dolori) a Camigliatello Silano e presidente dell’associazione Animed, attraverso la quale la Falcone è costantemente impegnata in attività solidaristica a tutela dei diritti delle donne. Il Prefetto, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni. Ma siamo tutti curiosi di conoscere la sua versione. Che avverrà, probabilmente, dopo il cenone che, siamo certi, quest’anno gli andrà di traverso. |
PUBBLICATO 31/12/2019 | © Riproduzione Riservata

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