Ad Acri, nonostante il Santo, i miracoli non si vedono
Francescco Foggia
|
Noi acresi, pur avendo Sant’Angelo d’Acri, i “miracoli” (sociali) non li avvertiamo. Avverranno, probabilmente, nelle Americhe fra gli emigrati di vecchia data che, forse, avranno difficoltà a riconoscerli e a comunicarceli. Senz’altro non avvengono fra gli acresi distribuiti nei Paesi europei, men che mai si potrebbero notare in Svizzera o in Germania.
Dobbiamo pensare allora, che la teoria del Santo in Paradiso non funziona più, o, se dovesse funzionare, non varrebbe qui, ad Acri! Che non ci siano più i fedeli che presenziavano, una volta, tutte le funzioni nella Basilica del Beato Angelo?No, non può essere questa la causa. I fedeli saranno diminuiti di numero per ragioni anagrafiche e per emigrazioni, ma la Basilica dei frati Cappuccini fa sempre il pieno nelle varie cerimonie. E, allora, perché tutte queste continue fuoriuscite dei cittadini acresi a cercare lavoro oltre i confini comunali? Perché lo stesso ospedale “Beato Angelo” (per il quale Sant’Angelo dovrebbe avere un occhio di riguardo per via del suo nome) fa così acqua da tutte le parti? E, continuando … Perché la strada a scorrimento veloce Sibari-Sila è ferma ed i lavori iniziati sono tuttora incompiuti? Perché alcuni tratti della strada SS 660 si devono percorrere ad una velocità massima di 30 km/h? Perché la decisione dell’ex sindaco Tenuta, di dare il servizio della raccolta dei rifiuti all’unica ditta concorrente, sta subendo continui intoppi? Perché cosi tanti buchi nella rete idrica e tante buche nelle strade cittadine? E, come ciliegina sulla torta, perché la galleria “Salice” sul nuovo tracciato stradale per Cosenza, pur terminata, non viene aperta al traffico? A dire che Sant’Angelo aveva cominciato bene la sua santificazione: aveva favorito la bitumatura delle maggiori arterie cittadine. Dopo, niente più! Che ci abbia voluto punire per qualche colpa di noi devoti ed abbia volutamente annebbiato la vista ai personaggi del mondo politico? Eppure, in Acri, abbiamo avuto tante elezioni (comunali, regionali, nazionali, europee), i cui eletti dovevano ascoltare i bisogni che si chiedevano al Santo e spingerli o a far fare nuove opere pubbliche o a far terminare i lavori incominciati, come succede in altre parti! Invece, qui, non si è verificata nessuna delle due possibilità. Che Sant’Angelo d’Acri voglia, oltre alle messe cantate ed ai ceri accesi, qualche particolare obolo? Non penso che ci richieda qualche grosso sacrificio. Qualcuno, però, glielo potremo pur concedere! Quello che viene facilmente in mente, forse, ci costerebbe un po’ e toccherebbe la nostra indole: dovremmo, infatti, smetterla di dormire e di “accontentarci di quello che ci offre il convento” (pur apprezzando la carità dei Cappuccini) e darci da fare personalmente e collettivamente sia per espletare appieno i nostri doveri sia per rivendicare i diritti che ci spettano come cittadini italiani! Questo, forse, è l’unico “sacrificio” voluto dal Santo per darci la grazia. Glielo vogliamo fare? |
PUBBLICATO 12/02/2020 | © Riproduzione Riservata

L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.
Ultime Notizie
FOCUS | LETTO 415
Focus enogastronomia. I 50 anni del Panoramik
Il prossimo 28 agosto il ristorante – pizzeria Panoramik taglia un importante traguardo: i 50 anni di attività. Innovazione e tradizione portanti avanti oggi da Salvatore e Alessandra a rappresentare ... → Leggi tutto
Il prossimo 28 agosto il ristorante – pizzeria Panoramik taglia un importante traguardo: i 50 anni di attività. Innovazione e tradizione portanti avanti oggi da Salvatore e Alessandra a rappresentare ... → Leggi tutto
OPINIONE | LETTO 1315
Caro Prof
Caro Prof, sono passati quasi otto mesi. Otto mesi nei quali la nostra comunità ha continuato a ricordarti in tante occasioni, forse cercando di colmare con le parole il vuoto che hai lasciato. Quell ... → Leggi tutto
Caro Prof, sono passati quasi otto mesi. Otto mesi nei quali la nostra comunità ha continuato a ricordarti in tante occasioni, forse cercando di colmare con le parole il vuoto che hai lasciato. Quell ... → Leggi tutto
FUORI ROTTA | LETTO 520
Quella meridionale una questione sempre attuale
La storiografia e l'insegnamento scolastico, protrattisi per più di un secolo e mezzo, hanno generalmente presentato l'unificazione italiana come un imperativo storico, contrapponendo un Meridione in ... → Leggi tutto
La storiografia e l'insegnamento scolastico, protrattisi per più di un secolo e mezzo, hanno generalmente presentato l'unificazione italiana come un imperativo storico, contrapponendo un Meridione in ... → Leggi tutto
NEWS | LETTO 478
Presentato “Il sole che amerai”, nuovo romanzo di Manuel F. Arena
Nella suggestiva ed evocativa cornice del Chiostro di San Domenico, nel pomeriggio di giovedì 20 agosto, mentre il sole vero si apprestava a tramontare, è stato presentato “Il sole che amerai” di Manu ... → Leggi tutto
Nella suggestiva ed evocativa cornice del Chiostro di San Domenico, nel pomeriggio di giovedì 20 agosto, mentre il sole vero si apprestava a tramontare, è stato presentato “Il sole che amerai” di Manu ... → Leggi tutto
OPINIONE | LETTO 576
La panchina rossa e il peso del silenzio: un invito alla comunità acrese
I recenti e drammatici episodi di cronaca legati ai femminicidi tornano a interrogarci con violenza. Di fronte all'ennesima vita spezzata dalla violenza di genere, il rischio più grande per una comuni ... → Leggi tutto
I recenti e drammatici episodi di cronaca legati ai femminicidi tornano a interrogarci con violenza. Di fronte all'ennesima vita spezzata dalla violenza di genere, il rischio più grande per una comuni ... → Leggi tutto



