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Emergenza Covid-19: La Regione riattivi anche gli ospedali di Acri e San Giovanni in Fiore

Foto © Acri In Rete
FenImprese Cosenza
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Il momento difficile che la nostra Nazione sta affrontando è sotto gli occhi di tutti, e a speranza è che la normalità possa tornare al più presto possibile.
Durante questo periodo l’unione e la rete diventano principi cardine e fondamentale della collettività intera: non possiamo permetterci di sbagliare nulla.
Allo stesso momento, la salute dei cittadini, deve essere il fulcro dell’attività politica, che ad emergenza terminata dovrà occuparsi anche dei tanti imprenditori della nostra regione, imprenditori che inevitabilmente dovranno affrontare tante difficoltà, ma che non devono e non dovranno essere lasciati da soli.
Il nostro compito sarà anche questo.
Dal punto di vista sanitario, il nostro appello, rivolto al presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, è quello di valutare attentamente la disponibilità che i sindaci di Acri e San Giovani in Fiore, hanno dato per l’utilizzo dei nosocomi delle due città.
Nello stesso momento all’interno del piano emergenziale bisognerebbe valutare anche l’utilizzo delle strutture ospedaliere presenti sul litorale ionico, in modo particolare Cariati Trebisacce.
Tali strutture sono dotate già di macchinari e personale adatto alla gestione ed alla cura di pazienti affetti dal covid-19, ma in generale in una situazione di carenza di posti letto negli ospedali calabresi, le strutture in esame possono essere di grande utilità.
La disponibilità dimostrata da queste città è un grosso atto d’amore verso l’intera Regione e non solo verso le proprie città, allo stesso momento un plauso va fatto alle tante associazioni ed ai privati cittadini che si stanno adoperando attraverso campagne di raccolte di fondi da destinate all’acquisto di materiale sanitario.
Confidiamo nel buon senso della presidente Santelli, alla quale rivolgiamo un apprezzamento, per il lavoro che sta svolgendo, a poche settimane dalla sua elezione ed in una situazione davvero difficile.
Ecco perché, la disponibilità di alcuni territori a dare il proprio contributo in questa emergenza, deve essere quantomeno valutata nell’interesse di tutta la comunità.
Tutti insieme, ce la faremo.

PUBBLICATO 20/03/2020 | © Riproduzione Riservata



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