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Incompatibilità, dubbi e polemiche

Foto © Acri In Rete
Piero Cirino
La seduta del consiglio comunale che ha decretato la decadenza dalla carica dei consiglieri di opposizione di Giuseppe Cristofaro (Patto per la città) e Vincenzo Arena (Udc) ha inevitabilmente lasciato dietro di sé una lunga scia di polemiche e interrogativi.
Al di là del merito della questione, qualche nota a margine è possibile appuntarla.
La cosiddetta legge anticorruzione, approvata in aprile ed entrata in vigore a inizio maggio, ha unanimemente suscitato perplessità, anche per alcuni aspetti che definire poco chiari sarebbe un eufemismo. Non è un caso che la Civit, l'autorità nazionale anticorruzione, abbia deciso di tirarsi indietro e non pronunciarsi sui tanti casi di incompatibilità.
Riconosciuta la difficoltà, il Parlamento, nell'ambito del cosiddetto Decreto del Fare, con la pronuncia definitiva della Camera, lo scorso 9 agosto ha approvato degli emendamenti  che, nel caso, stabiliscono delle norme transitorie.
All'articolo 29 ter, si legge: “in sede di prima applicazione, con riguardo ai casi previsti dalle disposizioni di cui ai capi V e VI del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, gli incarichi conferiti e i contratti stipulati prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo in conformità alla normativa vigente prima della stessa data, non hanno effetto come causa di incompatibilità fino alla scadenza già stabilita per i medesimi incarichi e contratti”.
In pratica, la legge anticorruzione, nel caso delle incompatibilità, non si applicherebbe agli incarichi in essere, cioè assunti prima del 4 maggio. Questo non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, almeno non lo era fino a mercoledì scorso.
Nel caso acrese: Cristofaro era presidente e consigliere di amministrazione della fondazione Padula già prima del 4 maggio; Arena è diventato dopo quella data direttore del distretto sanitario Pollino  - Esaro.
Aspettando la pronuncia del Tar, al quale i due si rivolgeranno, c'è comunque un aspetto di buon senso che avrebbe potuto quantomeno alleggerire il clima di tensione politica che la vicenda delle incompatibilità ha esacerbato tra maggioranza e opposizioni. E' vero che le norme transitorie, che chiaramente avrebbero “salvato” almeno Cristofaro, non sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, ma sarebbe bastato aspettare qualche giorno per evitare di far decadere il consigliere del “Patto per la città”.
Inoltre: Leonardo Molinari, per evitare la decadenza, si è dimesso dal consiglio di amministrazione della Fincalabra, che occupava da prima della data del 4 maggio e ha già annunciato la volontà di ricorrere contro il provvedimento di incompatibilità votato dal consiglio comunale. E' vero che il rinnovo delle cariche alla Fincalabra è alle porte, ma, in termini di principio, è giusto avergli fatto rinunciare a ciò che probabilmente non sarebbe più riuscito a riottenere?

PUBBLICATO 24/08/2013





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