POLITICA Letto 5172  |    Stampa articolo

Quale sara’ il futuro delle opere gia’ progettate?

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
Oltre a quella finanziaria (il sindaco Tenuta ha affermato che sarebbero venti i milioni di debito), c’è un’altra questione che preoccupa i cittadini. Che fine faranno quelle opere iniziate, finanziate e appaltate? Si assisterà alla solita discontinuità amministrativa già vista negli ultimi dieci anni? Quella attuale percorrerà le strade intraprese da quelle precedenti o deciderà di mettere da parte quanto progettato nei mesi scorsi?
Il pensiero va subito a tre grandi interventi ideati per migliorare la qualità di vita dell’intera comunità e dare una boccata di ossigeno all’economia locale; l’ammodernamento della strada comunale Acri-Serricella, la realizzazione della strada Rondinelle e il potenziamento delle reti idriche e fognarie.
La prima opera rientra nei finanziamenti del Cipe che ha previsto ben trenta milioni grazie all’interessamento dell’eurodeputato Gino Trematerra. Il progetto, già depositato presso la Regione, prevede l’accorciamento dei tempi di percorrenza, la messa in sicurezza attraverso opere di sostegno, la realizzazione di un viadotto in prossimità della centrale Enel. Il tutto per eliminare i forti disagi e pericoli cui vanno incontro i numerosi utenti dell’arteria che collega il centro con una delle frazioni più popolose.
Per il miglioramento delle reti idriche e fognarie, altro problema annoso, la Regione ha previsto un investimento pari a quindici milioni con i quali si dovranno potenziare i servizi esistenti e realizzarne dei nuovi.
Infine la strada Rondinelle, rientrante nei Piar e per la quale è a disposizione un milione. Essa congiungerebbe la provinciale Acri-San Giacomo, nei pressi dell’ex salumificio, con viale Beato Angelo, creando non pochi vantaggi a chi è diretto o proviene da San Giacomo, Settarie, Montagnola.
A distanza di tre mesi, però, pare non vi sia stato alcun contatto tra l’attuale esecutivo e gli ex amministratori. Perdere questi finanziamenti, per il solo gusto di portare avanti una incomprensibile discontinuità amministrativa o perché non la si pensa politicamente allo stesso modo o peggio ancora per beghe personali, sarebbe come vedere un fil già visto, una grande iattura per la città e la periferia, un’occasione irripetibile per lo sviluppo del territorio.
Ai suddetti interventi occorre aggiungere altre opere pubbliche che aspettano di vedere la luce; caserma dei carabinieri (lavori a metà strada), palazzetto dello sport (terzo ed ultimo lotto), ascensore Calamo (finito ma mai entrato in funzione), teatro comunale (lavori fermi da un anno.) Si aspettano le decisioni dell’attuale governo cittadino.







PUBBLICATO 26/08/2013





Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 2799  
Processo Acheruntia. Sono imputato solo per concussione non per mafia
Gentile Redazione, in merito al processo Acheruntia che tanto scalpore ha suscitato nel nostro paese e che mi vede mio malgrado coinvolto, dopo essere stato a lungo e tranquillamente
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 2288  
Processo Acheruntia. L'ex dirigente del comune scagiona Maiorano
Ennesima udienza del processo Acheruntia bis. L’ex dirigente del comune, Annunziata Ranaldi, non ha mai ricevuto alcuna minaccia da parte dell’ex sindaco Luigi Maiorano, imputato nel suddetto proce ...
Leggi tutto

NEWS   |  LETTO 5716  
Coronavirus. La comunità cinese di Acri, 'non siamo infetti'
“Non ci sono motivi per aver paura, nessuno di noi si è recato in Cina e nella zona nella quale si è diffuso il virus, negli ultimi mesi.” Oggi abbiamo deciso, non senza apprensione, di fare un giro ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 522  
Tra ecologia ed economia. HortusAcri nelle scuole
HortusAcri prosegue il tour nelleScuole e Licei di Acri, e nella società, incontrando docenti, studenti,imprenditori e operatori economici, promuovendo il ciclo “Caffè d’Impresa”, segnalando, inoltr ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 3606  
La Locanda del poeta: autentica azienda agrituristica nella Sila Greca di Acri
Ci vuole coraggio, molto coraggio per voler fare l’allevatore quando si dispone di più di 22 ettari di bosco ma poco più di un ettaro di terreno coltivabile, ad una altitudine media di 1.078 m s.l.m ...
Leggi tutto