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Spedite bollette Tares. Ma sono nulle. In arrivo le nuove. Ed il comune non informa

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
La forte necessità di far cassa ha indotto, evidentemente, in un grave errore l’amministrazione comunale guidata da Nicola Tenuta. Insomma, le bollette relative alla Tares, tassa rifiuti e servizi, spedite ai contribuenti nelle scorse settimane, sono nulle. Fin qui nulla di grave se non fosse che molti cittadini hanno già provveduto a pagare l’intera somma o solo la prima rata con scadenza fissata al 30 settembre (le altre due scadevano il 30 ottobre ed il 30 novembre.)
L’amministrazione, avendo urgente bisogno di liquidità, aveva chiesto un’anticipazione ad Equitalia e per questo motivo è stata costretta, poi, ad inviare in anticipo le bollette Tares (per un totale di oltre un milione) ma cadendo in un errore.
In pratica il Comune ha dapprima inviato i bollettini di pagamento e poi ha emanato l’atto deliberativo inerenti ad essi. Percorso illegittimo, naturalmente. Non solo, dalla data di pubblicazione della delibera Tares (18 settembre) dovevano passare i canonici trenta giorni ed invece la prima rata scadeva il 30 settembre, appena dodici giorni dopo.
La questione è stata affrontata nell’ultima seduta del consiglio comunale durante la quale la maggioranza ha dovuto proporre un nuovo atto amministrativo (votato all’unanimità) con il quale vengono stabiliti i nuovi e definitivi criteri e modalità di pagamento della Tares. Le nuove disposizioni prevedono due rate comunali con scadenza al 30 ottobre e 30 novembre ed una terza, da versare allo Stato, in scadenza il 16 dicembre.
Il passo indietro dell’amministrazione, però, ha creato non pochi malumori e confusione tra i contribuenti. Intanto perché il Comune non ha provveduto a far sapere, attraverso il proprio sito istituzionale o altri organi di stampa, quanto accaduto e come dovrà comportarsi chi ha già pagato. Inoltre, nei prossimi giorni, Equitalia provvederà a inviare le nuove cartelle (quanto costerà e chi pagherà?) che, di certo, creeranno confusione soprattutto tra gli anziani.
Infine, vengono non sono piaciute neanche le date di scadenza (31 ottobre e 30 novembre) ritenute troppo ravvicinate. Insomma un bel pasticcio.

PUBBLICATO 30/09/2013





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