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Tenuta, precise responsabilità della gestione Trematerra- Maiorano

Foto © Acri In Rete
Piero Cirino
Il consiglio comunale di venerdì ha votato le controdeduzioni alla delibera n. 71/2013 (clicca qui per scricare la delibera) della Corte dei conti, che il Comune ha registrato lo scorso 31 ottobre.
Sabato 16 novembre scadevano i termini per rispondere con un credibile piano di rientro, a fronte di una situazione debitoria che pone il Comune di Acri in una condizione di dissesto quasi certificato.
Il sindaco Nicola Tenuta, che è anche assessore al Bilancio, ha ascritto precise responsabilità alla gestione Trematerra – Maiorano, con tutta una serie di addebiti, non ultimo quello di non avere per tempo chiesto di accedere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (o predissesto). Il primo cittadino, che ha ricordato come i rilievi della Corte dei conti siano relativi al rendiconto 2011, ha prospettato una situazione di lacrime, sudore e sangue per i contribuenti, con tributi che lieviteranno in maniera considerevole. Tenuta ha poi dichiarato guerra senza quartiere agli evasori, con la speranza che le misure proposte possano evitare il dissesto e che comunque non sarebbero tanto lontane da quelle che dovrebbe adottare un eventuale commissario.
Dai banchi delle opposizioni non sono mancate le critiche rivolte all’amministrazione comunale, soprattutto circa lo scarso coinvolgimento delle minoranze, che hanno ricevuto solo ieri pomeriggio le misure che la maggioranza aveva deciso di adottare e inserire nelle controdeduzioni.
Maiorano ha poi contestato le cifre del sindaco, secondo il quale la massa debitoria dell’ente si aggirerebbe sui venti milioni di euro. Per Maiorano non supera i dodici, di cui cinque fuori bilancio, con una situazione che per l’ex sindaco facente funzioni non è grave al punto di arrivare al dissesto dell’ente. Qualora la Corte dei conti dovesse ritenere inefficaci le controdeduzioni, il Prefetto assegnerà all’ente un termine, non superiore a venti giorni, per la deliberazione del dissesto. In base al dibattito di ieri, le opposizioni sembrerebbero orientate a non votare il dissesto, che, a questo punto, dovrebbe avere in calce le firme dei soli consiglieri di maggioranza.

PUBBLICATO 18/11/2013





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