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L’UDC sui conti. I debiti sono 12 e non 20

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
Chiamato spesso in causa dall’attuale amministrazione, l’Udc, che negli ultimi tre anni ha guidato il comune con Pdl e Psi, interviene sulla questione del dissesto finanziario.
Finalmente – si legge in una nota – viene resa pubblica la verità sul debito dell’ente che ammonta a dodici milioni e non a venti come più volte detto dalla giunta Tenuta.
L’amministrazione vuole strumentalizzare la questione visto che inserisce tra i debiti anche i residui attivi di parte corrente, cioè le somme che l’ente deve incassare per i tributi e che sono già in riscossione presso Equitalia. La giunta Tenuta ha sempre esagerato in riferimento al debito dell’ente, anche se nei giorni precedenti l’ultimo consiglio comunale, era stato predisposto un prospetto, inserito nella bozza di delibera da approvare, contenente la situazione debitoria dell’ente che è pari a 12 milioni così suddivisi: anticipazione di tesoreria 2.681.632 euro, fondi vincolati 1.320.073, debiti con copertura finanziaria 2.190.262 , debiti fuori bilancio 4.990.868, debito rateizzato con copertura finanziaria 912.350, per un totale di euro 12.095.185
.”
Riguardo al mancato ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario, l’Udc afferma: “la procedura in questione è stata introdotta per la prima volta con un decreto legge dell’ottobre 2012 convertito in legge a dicembre mentre il decreto per l’accesso al fondo di rotazione, è del gennaio 2013, pubblicato in G.U. a febbraio.
La procedura prevedeva due passaggi in consiglio comunale e, quindi, per poter accedere al fondo le due delibere consiliari dovevano essere fatte a cavallo delle elezioni, la prima dopo l’approvazione del consuntivo 2012 e del preventivo 2013 e la seconda nel termine perentorio di 60 giorni, quindi al massimo entro il 15 luglio.
L’attuale consiglio sarebbe stato in grado di fare una delibera del genere entro questa data
?”
L’Udc aggiunge: “la procedura del dissesto è iniziata con la delibera del 16 maggio ma la Corte aveva dato la possibilità di adottare misure correttive entro 60 giorni.
La risposta,invece, è stata inviata a settembre, quindi con notevole ritardo, e per giunta molto carente.
Se è vero che il richiamo della Corte si riferisce al consuntivo 2011 è anche vero che l’organo di controllo dichiara che la situazione è peggiorata anche dopo la delibera di maggio.
Ci sembra, conclude l’Udc, che la giunta Tenuta non sia stata in grado di affrontare tale situazione o, forse, non lo ha voluto
.”

PUBBLICATO 24/11/2013





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