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Tares, i contribuenti non sanno di dover pagare

Foto © Acri In Rete
Piero Cirino
Contribuente acrese non solo tassato e tartassato, ma anche costretto a far da sé per quantificare l’importo del tributo.
Lunedì prossimo scade il termine per il versamento della maggiorazione di 0,30 euro della Tares dovuta allo Stato. Inizialmente era stata messa insieme alla terza e ultima rata dell’imposta.
Quest’ultima è stata poi spostata a gennaio, ma la maggiorazione va comunque versata entro lunedì.
Il punto è che per questa imposta il Comune non ha emesso alcun ruolo, così come non lo ha fatto per suo conto Equitalia.
Insomma, gli acresi a casa non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale della scadenza. Sono tenuti a saperlo unicamente dalla consultazione del sito internet dell’ente o da altre forme di comunicazione piuttosto opinabili.
Molti non pagheranno semplicemente perché non sanno di doverlo fare. Questo comunque ha prodotto un moto di stizza generale e non poca irritazione nei confronti del Comune.
Eppure nella delibera del consiglio comunale n. 50, del 28 novembre scorso, si legge che la maggiorazione standard di 0,30 euroè versata unitamente alla terza e ultima rata del tributo”, entro il 16 dicembre.
Inoltre “ai contribuenti dovranno essere trasmessi, da parte del Comune, anche eventualmente tramite il soggetto affidatario della riscossione dell’entrata, appositi e motivati avvisi di pagamento, contenenti l’indicazione degli importi dovuti, analiticamente distinti tra tributo sui rifiuti e tributo sui servizi indivisibili, da riportarsi su modello F24 precompilati, nonché su bollettino di conto corrente postale”.
Ci sono Comuni che hanno inviato il modello F24 precompilato (clicca qui per scaricarlo), altri invece hanno agito come quello di Acri. Prevedibilmente il mancato invio del modello produrrà ulteriori disagi ai contribuenti acresi che non avranno pagato.

PUBBLICATO 15/12/2013





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