POLITICA Letto 3622  |    Stampa articolo

Lunedì il Consiglio Comunale voterà il dissesto

Foto © Acri In Rete
Piero Cirino
Da lunedì 30 dicembre il Comune di Acri sarà ufficialmente in dissesto finanziario. Lo voterà il consiglio comunale, convocato dal presidente Cosimo Fabbricatore, per le ore 9:30, nella sala consiliare del Palazzo Sanseverino-Falcone.
E’ stata anche stabilita una seconda convocazione, per il giorno successivo alla stessa ora e nello stesso luogo.
Due i punti all’ordine del giorno: Art. 246 del D.Lgs. 18.8.2000, n.267 – Dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Acri conseguente all’accertamento della sussistenza delle condizioni previste dall’art. 244 del D.Lgs. n.267/2000 effettuato con deliberazione n.80 in data 21.11.2013, depositata in data 5.12.2013 e trasmessa in data 9.12.2013; e adesione proposta Comunicalmed per l’istituzione di un polo di sviluppo della salute presso l’Unical.
Giunge al termine un percorso durato diversi mesi, fatto di decreti della Corte dei Conti, di controdeduzioni puntualmente rispediti al mittente e di polemiche al calor bianco tra maggioranza e opposizioni, soprattutto tra maggioranza e Udc.
E’ alla gestione Trematerra – Maiorano che il sindaco Nicola Tenuta ha a più riprese ascritto le responsabilità maggiori dello stato di dissesto finanziario dell’ente.
Per il primo cittadino la massa debitoria va oltre i venti milioni di euro, per l’Udc non supera i dodici.
Secondo Tenuta e la maggioranza si sarebbe potuto evitare questo disastro se la giunta guidata da Luigi Maiorano avesse per tempo deciso di chiedere l’accesso allo strumento del predissesto, che avrebbe consentito di spalmare su dieci anni il debito accumulato.
Secondo l’Udc, considerata l’imminente scadenza elettorale nella scorsa primavera, non c’erano i tempi tecnici per farlo.
Martedì il dissesto lo voterà la maggioranza, che sostiene l’esecutivo Tenuta, non lo voteranno le opposizioni, secondo le quali si poteva evitare.
In ogni caso, dissesto significa arrivo di un commissario, per il pregresso, che avrà per disposizione di carica l’imperativo di elevare al massimo le aliquote delle imposte comunali e tutti i servizi non ritenuti necessari verranno soppressi.
Tra questi, solo per fare un esempio, gli uffici del Giudice di Pace, della cui gestione si era fatto carico il Comune.
In una siffatta situazione anche l’esecutivo municipale vede di molto restringersi le sue prerogative, con una sorta di sovranità limitata all’ordinaria amministrazione.
Insomma, per gli acresi di certo l’arrivo del nuovo anno non si presenta sotto i migliori auspici.

PUBBLICATO 28/12/2013





Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1310  
Calabria Verde, stabilizzati 203 lavoratori LSU-LPU
L’Azienda Calabria Verde ha concluso il processo di stabilizzazione dei 203 dipendenti, facenti parte degli ex Lsu/Lpu, che nel mese di aprile 2016 erano transitati in Calabria Verde provenienti dal ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 509  
Frane e alluvioni. Il nuovo rapporto Ispra. Il 100% dei Comuni calabresi è a rischio
L’edizione 2018 del Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, pubblicato dall’Ispra....
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 930  
Report raccolta differenziata 2018. Acri al 65,4%
In provincia di Cosenza il quantitativo totale di rifiuti differenziati ha superato, nel 2018, quello che ancora è conferito nelle modalità tradizionali. Per la prima volta da quanto il Catasto re ...
Leggi tutto

POLITICA  |  LETTO 790  
Movimento 24 agosto di Pino Aprile. Pronti ad aderire anche molti acresi
Il Movimento 24 Agosto equità territoriale, presentato a Cosenza lo scorso ottobre, pare stia attirando l’attenzione di molti acresi tra cui anche quella di qualche consigliere comunale.
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1348  
Lavoratori Lsu e dimostrazione di buona politica
Il lavoro quotidiano e costante ha consentito di ottenere un grande risultato arrivato dopo 20 anni di precariato e promesse vane. L’Amministrazione comunale. a guida Partito Democratico ha dato, p ...
Leggi tutto