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Inaugurato il distretto di calabria verde. Ed il sindaco annuncia l’universita’ della montagna

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
Non la solita cerimonia lunga e pallosa ma una inaugurazione veloce e sobria per il neo distretto di Calabria Verde che, da ieri, ha sede all’interno della comunità montana destra Crati.
In poco meno di un’ora il responsabile locale, Giuseppe Caligiuri, quello regionale, Paolo Frugiuele, il sindaco Nicola Tenuta e l’assessore regionale all’agricoltura, ne hanno illustrato finalità e importanza. Ben ventotto i comuni che faranno capo a questo che è il distretto numero tre e che assorbirà, naturalmente, anche i dipendenti della ex comunità montana destra Crati. Caligiuri ha ripercorso le tappe del lungo e difficile passaggio da ente montano a distretto rurale, quindi ha ringraziato tutti i dipendenti che ora saranno chiamati a nuove mansioni. Chi si aspettava un intervento polemico da parte del sindaco Tenuta, per via dei duecento operai Afor “sottratti” al Comune, e che tante discussioni ha provocato, è rimasto deluso.
Il primo cittadino ha, invece, lodato la nascita di un ufficio così importante in una città sempre più povera di servizi, poi ha auspicato un rapporto più fittizio tra Comune e Calabria Verde ed infine ha annunciato di aver preso contatti con l’Università di Milano per una possibile sede locale dell’Università della montagna.  
Frugiuele ha parlato di un’azienda produttiva fatta da valide risorse umane e capace di sostituirsi o collaborare anche con altri enti per realizzare progetti atti alla difesa del suolo.
Infine Trematerra che ha definito epocale la riforma dell’Afor iniziata nel 2010 e terminata qualche mese fa: “sono convinto che la collina e la montagna siano grandi risorse e rappresentino, con l'agricoltura, una delle grandi opportunità di sviluppo e di occupazione.”
Quindi ha sottolineato il ruolo assai importante dei lavoratori idraulico-forestali nella mitigazione del rischio idrogeologico: “ho incontrato il nuovo commissario Croce al fine di instaurare una forma di collaborazione fattiva per spendere subito e meglio i 200 milioni a disposizione per mettere in sicurezza alcune zone del territorio.” Unica nota stonata: nessuno ha ritenuto opportuno ricordare l’operaio Afor acrese che nello scorso mese di febbraio, in località Piano d’Arnice, è rimasto ferito gravemente mentre era impegnato nella pulizia di un bosco.






PUBBLICATO 20/10/2014





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