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Lavoratori precari. Per la prima volta nella storia del comune parla un funzionario

Foto © Acri In Rete
Roberto Saporito
Da una parte gli oltre cento lavoratori precari, dall’altra il Comune. Una scena vista già altre volte e con le medesime modalità. Proteste da una parte, difese dall’altra. Nei giorni scorsi alcuni lavoratori avevano denunciato il comportamento dell’amministrazione comunale riguardo pagamenti e utilizzo nelle varie mansioni. Più di uno, addirittura, parla di soprusi e vessazioni. Sono un centinaio di lavoratori (ma molti si sono dissociati dalle suddette denunce) impegnati nell’arredo urbano, nelle pulizie degli edifici e nel servizio manutentivo idraulico ed elettrico.
Tra loro non c’è unità, evidentemente perché molti altri ritengono che l’amministrazione si stia comportando bene nei loro confronti. Che siamo in presenza di eventuali discriminazioni e ripicche?
Il Comune tiene a precisare e smentisce chi denuncia. A parlare non è né il sindaco né l’assessore al personale, ovvero coloro tirati in ballo dai lavoratori, ma il funzionario del settore personale, (per la prima volta nella storia del Comune, a prendere la parola è un dipendente comunale!), l’alter ego amministrativo del primo cittadino. Giovanni Cofone, ex vigile urbano, ora è a capo di un paio di settori amministrativi, quelli più delicati ed importanti. Gode, evidentemente, della stima e della fiducia di Nicola Tenuta e della sua giunta, o forse di una parte di essa.
Pare che il suo intervento non sia proprio piaciuto a più di un amministratore. A noi sembra strano che un funzionario prenda la tastiera e scriva, semmai accade il contrario, di solito è l’amministrazione comunale (o l’ufficio stampa) che scrive una nota, ribatte e difende i propri dipendenti.
Cofone sottolinea alcuni aspetti: che l’amministrazione comunale, sindaco e giunta, sono sempre vicini ai lavoratori, che soprattutto nei momenti di difficoltà gli amministratori hanno sempre dimostrato sensibilità e disponibilità, che le rendicontazioni delle ore lavorative inviate alla Regione (per ricevere i fondi per i pagamenti), sono sempre regolari ed esatti, che i pagamenti e i conseguenti ritardi dipendono dalla Regione e che quanto dichiarato da alcuni lavoratori, in merito a soprusi e sgarbi, sono solo calunnie.
Ora la palla passa nuovamente agli operai in attesa di una nuova polemica a distanza con la speranza di conoscere la verità.   


Fonte Il Garantista

PUBBLICATO 23/01/2015





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