OPINIONE Letto 4170  |    Stampa articolo

Omini di panza

Foto © Acri In Rete
Marcello Perri
Ormai è notizia pubblica. Il nosocomio di Acri è a tutti gli effetti ospedale di montagna. Lo dicono le carte. Lo dice quella firma di quel signore che ha origini calabresi. Quel signore che è stato messo li e che viene comandato esattamente come si fa con il migliore dei burattini.
L’uomo che probabilmente non conosce il territorio. L’uomo giusto per mettere fine a quel poco di sanità che era rimasta. In questi anni molte le passerelle, negli ultimi mesi poi, le visite di cortesia sono aumentate.
Continue le rassicurazioni. Da Scura ad Oliverio, da Magorno a Guccione per finire agli altri compari di partito, ai pesci più piccoli che si accontentano di poco.
Ma è risaputo che ad Acri si mangia bene e questi “mangioni”, non potevano trovare di meglio. Sono anni che ci illudono, ci prendono in giro regalandoci promesse in cambio di un misero e squallido voto. Cambiano gli uomini del potere, cambiano i colori delle bandiere ma niente cambia per il cittadino.
Si peggiora giorno dopo giorno. Ci stanno costringendo a lasciare questa terra tanto bella quanto torturata. Una terra in mano ai cinghiali. Una terra alla quale, forse, tutto questo fa comodo. Si sono mangiati tutto. Si sono venduti tutto. Acri negli anni è stata una facile preda, ed ora, ne paghiamo le conseguenze. Nessuno è riuscito a salvare ciò che avevamo. Nessuno forse ci ha mai veramente provato. Nessuno si è battuto per difendere lo spoke e per farlo attuare in tutte le sue caratteristiche.
Oggi, dopo le ennesime prese in giro, il risultato finale è un ospedale di montagna. Da ingenuo, immagino di vedere un corteo con il sindaco in prima fila, ed insieme a lui, tutti quei cittadini che qualche sera fa hanno riempito Piazza Purgatorio.
Vorrei vedere medici, infermieri e tutti quelli che lavorano nel nostro ospedale incatenarsi davanti ai reparti. Vorrei vedere una comunità in rivolta davanti ai palazzi del potere. Dal comune alla regione. Togliendoci un servizio così importante stanno mettendo fine ad una delle realtà migliori della Calabria.
Stanno togliendo l’ossigeno ad una realtà come Acri che lentamente e nel silenzio si sta spegnendo.

PUBBLICATO 17/07/2015





Ultime Notizie

NEWS  |  LETTO 939  
Report raccolta differenziata 2018. Acri al 65,4%
In provincia di Cosenza il quantitativo totale di rifiuti differenziati ha superato, nel 2018, quello che ancora è conferito nelle modalità tradizionali. Per la prima volta da quanto il Catasto re ...
Leggi tutto

POLITICA  |  LETTO 806  
Movimento 24 agosto di Pino Aprile. Pronti ad aderire anche molti acresi
Il Movimento 24 Agosto equità territoriale, presentato a Cosenza lo scorso ottobre, pare stia attirando l’attenzione di molti acresi tra cui anche quella di qualche consigliere comunale.
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1358  
Lavoratori Lsu e dimostrazione di buona politica
Il lavoro quotidiano e costante ha consentito di ottenere un grande risultato arrivato dopo 20 anni di precariato e promesse vane. L’Amministrazione comunale. a guida Partito Democratico ha dato, p ...
Leggi tutto

INTERVISTA  |  LETTO 604  
Focus. Il presidente della Fondazione Padula illustra la dodicesima edizione del Premio
Cinque giorni di dibattito, riflessioni, mostre, proiezioni, interviste, da martedì 19 a sabato 23 presso il palazzo Falcone va in scena la dodicesima edizione del Premio Padula.
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 640  
Museo del Risorgimento. A che punto è?
Giusto tre anni fa, ottobre 2016, l’Amministrazione Comunale di allora, guidata da...
Leggi tutto