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Masaniello è tornato!

Foto © Acri In Rete
Francesco Greco
Sono rimasto stupito quando mi hanno informato che al consiglio comunale del 28 luglio, dove l'argomento era l'approvazione del bilancio, sono stato menzionato per un mio articolo, su Acrinrete, del 25/07/2015 "Dai a Cesare quel che è di Cesare e a Pasquale quello che è di Pasquale!", sia da un consigliere di maggioranza che da uno di opposizione, e stranamente i due erano d'accordo. Bene, ho pensato, non ci è voluto poi molto a metterli insieme.
Rispondo ai due nell'ordine d'intervento.
Caro consigliere Viteritti, vedo che non hai afferrato del tutto quanto da me scritto. Rileggiamo un citato dell'articolo da me menzionato, "Ricordiamo, infatti, che solo dopo un lunga battaglia e dopo una nostra interrogazione consiliare, la giunta ha rideterminato le tariffe per il servizio idrico non prevedendo più una tariffazione con consumo minimo di 140 metri cubi come previsto originariamente dalle due delibere del novembre 2013 e del febbraio 2014".
Qui è evidente il volersi attribuire il merito dell'avvenuta rideterminazione delle tariffe, o no?
Io credo che ancor prima di accampare meriti, la prassi imporrebbe, da parte vostra, prima le scuse nei confronti dei cittadini, per l'abbaglio preso quando avete firmato, tutti, maggioranza ed opposizione, le sopracitate delibere, successivamente noi potremmo chiudere un occhio per il vostro tentativo di voler essere eroi.
Ho fatto una riflessione sulla vostra interrogazione consiliare cercando di capire quale scenario potrebbe essere quello giusto?
1 - Non avevate capito il motivo per cui andavano rideterminate le tariffe e quindi non lo avete evidenziato
2 - Lo avevate capito ma non lo avete saputo evidenziare
3 - Lo avete evidenziato ma nessuno lo ha recepito
Qualunque sia stato lo scenario, i video raccontano che, alla domanda  posta al vicesindaco "Dove sta scritto che bisogna pagare un minimo di 140 metri cubi?", lui ha risposto che era scritto nel regolamento, quindi non sapeva, fino a quel momento, che invece nel regolamento non c'era scritto nulla al riguardo. Due giorni dopo, e dopo aver letto il regolamento presumo, il sindaco, che era in compagnia del vicesindaco, ha dichiarato che avrebbe fatto riemettere le cartelle, qualora il CIPE non imponesse il contrario. Siccome il CIPE già dal 2003 aveva vietato di far pagare minimi di consumi di acqua, il resto viene facile capirlo. Quindi, possiamo affermare con certezza che la giunta ha rideterminato le tariffe per il servizio idrico, che non prevedono più una tariffazione con consumo minimo di 140 metri cubi, perché ha scoperto che questo era illegale!
Per cui ribadisco che il merito, qualora si volesse dare un merito, è tutto di "Pasquale", che ha studiato il problema, e di nessun'altro!
Nella seconda parte del tuo intervento dici che dovrei qualificarmi maggiormente perché... ecc. Non sei molto chiaro, dovrei intuire a cosa potresti riferirti ma non mi dai molti elementi per darti una risposta adeguata, se ti spieghi meglio magari ti rispondo, grazie.
Caro consigliere Capalbo ti vorrei far presente, penso che tu lo sappia ma forse magari ti sfugge, che Acri non è uno Stato a se, ma fa parte di una Repubblica, che sancisce, nell'articolo 21 della Costituzione, il diritto dei cittadini di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione! Inoltre, la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Non mi risulta nemmeno, qualora volessi farlo, il divieto di poter dare un giudizio politico.
Visto che mi hai accostato a Masaniello, spero tu capisca che non ci sono sconti per nessuno!
Approfitto per dirti che anche tu potresti chiedere scusa, visto che il caso vuole che è proprio da quando siedi nel consiglio comunale (2006) che i cittadini pagano il minimo di acqua cosa che invece non dovevano.
Per chiudere,
cari lettori, questo non è, da parte mia, un voler andare a favore dell'uno o dell'altro schieramento politico, quanto un voler dare un contributo affinché si possano ripristinare dei valori che si sono smarriti, o che forse qui ad Acri non sono mai esistiti, e cioè, che gli amministratori devono proporsi non per appagare il loro ego ma perché possono dare un contributo allo sviluppo della comunità, devono proporsi non perché il loro debba rappresentare un riscatto sociale ma perché sono capaci di fare gli interessi esclusivi dell'intera cittadinanza e non quelli personali o del loro partito!

PUBBLICATO 03/08/2015





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