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Oggi si ritorna a scuola...

Foto © Acri In Rete
Genitori dei bambini della Prima Sezione della Scuola per l’infanzia “Jungi”
Per un’intera settimana, i banchi della prima sezione della scuola dell’infanzia Jungi sono rimasti quasi del tutto vuoti. La scorsa settimana i genitori avevano deciso di non inviare i loro bambini a scuola, in quanto destinati ad una classe molto piccola e molto criticata già in passato.
I genitori, nel frattempo, hanno cercato, tra incontri con il dirigente scolastico e l’amministrazione comunale, di trovare una soluzione al problema, tale da garantire locali idonei non solo per i loro bambini, ma anche per quelli che negli anni futuri si ritroveranno nella stessa situazione. Alcuni genitori, tuttavia, ritenendo eccessiva la protesta, hanno deciso di mandare i propri bambini a scuola.
Si ribadisce che esistono degli standard dimensionali, di sicurezza, di comfort igienico-sanitario, che le scuole debbono rispettare. E che in quella classe, purtroppo, non sono presenti.
«In questa settimana è successo di tutto:
prima le polemiche sui social da parte di alcuni genitori e insegnanti che ci hanno tacciato di essere “incontentabili”, quasi come se pretendere il rispetto delle norme che garantiscono i diritti dei nostri bambini sia un atteggiamento sbagliato;
poi il tentativo di far passare l’idea che non siamo buoni “italiani” se non conosciamo “l’arte dell’arrangiarsi”;
e ancora che non siamo buoni genitori se insegniamo ai nostri figli ad essere dei “guerrafondai”.
Abbiamo letto e sentito affermazioni che hanno lasciato in noi grande delusione e tristezza.
La missione educativa della scuola e delle famiglie non deve basarsi sul principio dell’accettazione, ponendo a modello le scuole di paesi in via di sviluppo, dove i bambini sono costretti a fare lezioni seduti per terra, (e sottolineiamo costretti, e non certo contenti), ma deve ispirarsi a modelli scolastici sempre migliori e con alti livelli di qualità.
Ci aspettavamo che la dirigenza e gli organi competenti ci appoggiassero maggiormente in queste nostre richieste e che alla fine ci aiutassero a migliorare l’attuale condizione degli ambienti scolastici. Così non è stato, visto che le proposte che ci sono state fatte non soddisfano le nostre legittime rivendicazioni perché, a nostro parere, poco attuabili e che continuano a non garantire la tanto auspicata idoneità.
La soluzione a cui miravamo era una riformulazione delle sezioni tale da garantire per ogni aula il rispetto delle norme. Soluzione che, in un primo momento, è stata prospettata anche dall’amministrazione comunale, ma ad oggi non è stata ancora messa in atto.
Oggi i nostri figli tornano a scuola, perché non vogliamo staccarli dal gruppo e dalle loro maestre, ma noi continueremo a pretendere per TUTTI I BAMBINI ciò che spetta loro di diritto, e per questo motivo chiediamo con forza l’appoggio delle istituzioni, di tutti i genitori e anche del corpo docente per garantire loro una “scuola migliore”».

PUBBLICATO 21/09/2015





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