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Scervini: un antico poeta moderno

Foto © Acri In Rete
Martina Pellegrino
Si è tenuta martedì 22 Settembre la rappresentazione “U munnu”, ideata e messa in scena con lo scopo di rievocare un personaggio che di Acri ha fatto una patria di poesia e sapere. Nello specifico stiamo parlando di Salvatore Scervini.
Lo spettacolo, che ha portato molta della popolazione a recarsi in Piazza Marconi, è stato curato e diretto dal Prof. Giuseppe Abbruzzo, che dedito alla nostra Acri e soprattutto alla cultura, è fermamente convinto dell’importanza per i giovani di conoscere e apprezzare autori come Scervini, Padula, Autieri, Julia, per citarne solo alcuni, che hanno grandemente arricchito il nostro patrimonio culturale e che dovrebbero proprio per questo essere maggiormente valorizzati.
Alle poesie di Scervini, magistralmente interpretate dall’ attore Francesco Votano e dall’attrice Laura Marchianò, sono state adattate le musiche composte dal Maestro e Liutaio Pino Coschignano e la melodiosa voce della Dott.ssa Anna Coschignano, con accompagnamento musicale dei Maestri Damiano Perri e Francesco Caruso.
Come ci spiega il prof. Abbruzzo, il lavoro che ha portato alla realizzazione dell’evento è stato tutt’altro che semplice, ma alleggerito dalla bellezza disarmante dei testi , in cui Scervini si immedesima in ogni suo personaggio e in cui talvolta fa un arguto lavoro di critica sociale, naturalmente inerente ai suoi tempi ma che ben si potrebbe definire moderna e attuale.
Il pubblico, coinvolto a pieno nell’atmosfera poetica ha avvertito talmente tanto la vicinanza con i personaggi descritti da sentirsi quasi trasformare esso stesso in madre, moglie, emigrante.
Quest’empatia che il poeta dimostra, peculiarità del suo modo di poetare, ha reso agli attori molto meno ardua l’impresa di interpretare i suoi componimenti, poiché, come afferma l’attore Votano, molto vicini al teatro, toccanti a tal punto da entrare nel cuore di chi li legge immediatamente.
Alcuni dei componimenti, naturalmente scritti in un dialetto acrese alquanto arcaico, sono stati interpretati dal canto di Anna Coschignano, che ci dice essere molto legata alle sue origini ed ha trovato perciò molto interessante e formativa la partecipazione a questa rappresentazione. Asserisce inoltre che si è sentita sentimentalmente vicina in modo particolare a una delle opere da lei recitate cantando: MADIA(Amalia), il cui tema principale è l’emigrazione, narrata però dal punto di vista di una moglie che, con quattro figli a carico, speranzosa ma anche affranta aspetta il ritorno del marito costretto a partire a causa della povertà. Altro momento degno di nota è stato la struggente interpretazione di Laura Marchianò di “D’URTIMA NINNA”, in cui l’urlo di doloroso silenzio di una madre per la perdita del piccolo figlioletto sembrava quasi riecheggiare nella piazza, colta dalla commozione.
Una volta terminata la commedia anche Fabio Curto, il giovane acrese trionfatore nel programma televisivo The Voice, ha reso omaggio al poeta acrese.
Non rimane che concludere con un passo della poesia, “U Munnu”, che ha dato il titolo alla rappresentazione:
MUNNU, CHI SI’? NU PALLUNU DE VIENTU!
SQUARCI D’ARIA E LU CIEDU, CURR’ARDITU,
DUVI NON TRUOVI MEAI RIPOSAMIENTU.
DUVI NON TRUOVI MEAI RIPOSAMIENTU
.”





PUBBLICATO 29/09/2015





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