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Fronte della Gioventù Comunista: giusta la protesta del 30 ottobre

Foto © Acri In Rete
Fronte della Gioventù Comunista
Venerdì 30 Ottobre gli studenti del liceo classico e scientifico "V. Julia" di Acri hanno scioperato davanti scuola per protestare contro le rigide misure adottate dalla scuola. Le misure restrittive della scuola riguardano soprattutto la facilità con cui si scalano punti dalla condotta, infatti il regolamento d'istituto dice: "verrà sottratto un punto per ciascuno dei seguenti casi:
- 5 giorni di assenza per trimestre
- 5 ritardi
- 5 uscite anticipate
- partecipazione ad assenze di massa o assenze strategiche.

Gli studenti però non protestano solo per le regole restrittive, ma soprattutto per il modo in cui sono state approvate. Infatti il consiglio d'istituto, che deve approvare il regolamento d'istituto ogni anno, dovrebbe essere formato, oltre che dai docenti e dalla preside, anche da rappresentanti degli alunni e dei loro genitori, ma questi ultimi non hanno mai partecipato a nessuna votazione per il regolamento d'istituto e non lo hanno mai approvato!
Per ciò gli alunni hanno chiesto un'assemblea d'istituto per discutere di questi problemi e avere un chiarimento con la preside, la quale ha categoricamente rifiutato, spingendo gli studenti a proseguire la loro protesta con uno sciopero bianco finché la preside non concederà l'assemblea.
Il fronte della gioventù comunista sostiene la lotta degli studenti dei licei di Acri contro le misure adottate dalla preside, misure che vanno ricercate nella Buona Scuola, la riforma della scuola diventata legge nel luglio di quest'anno, che aumenta il potere dei dirigenti scolastici. I presidi diventano veri e propri manager che possono decidere la permanenza degli insegnati negli istituti e possono firmare contatti di alternanza scuola-lavoro con imprese senza consultare gli studenti. Con la buona Scuola gli studenti, da protagonista della scuola, diventano attori marginali dell'istruzione, poiché la rappresentanza studentesca è ridotta a una semplice carica consultiva, lasciando la voce degli studenti inascoltata. Con questa riforma gli studenti diventano mano d'opera gratuita per le imprese che finanziano le loro scuole!
 Riteniamo dunque giusto che gli studenti lottino per ottenere maggiori margini di democrazia nella loro scuola, per ottenere il diritto all'assemblea di istituto (diritto spesso negato nonostante esista dagli anni '70!) e il diritto di poter avere voce in capitolo nelle scelte della scuola, sia sul regolamento d'istituto che sull'alternanza scuola-lavoro.



PUBBLICATO 03/11/2015





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