La RIVOLUZIONE della retorica
Giacinto Le Pera
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A stretto giro rispondo all'ottimismo riscontrato nell'articolo di Franco Bifano dal titolo "domani, la rivoluzione!" , sottolineando che la Calabria che resiste e che cerca di opporsi con i pochi strumenti che ha, esiste ma non basta.
Chi resiste è troppo debole per affrontare un mostro tentacolare che trasmette i suoi geni ad una velocità tale e con una capillarità che farebbero tremare persino le più argute menti rivoluzionarie di tempi ormai lontani. Questi geni così maledettamente feroci hanno grandi capacità di adattamento e radicamento in quello che si chiama tessuto sociale e che, non appena vengono identificati ed isolati, immediatamente, quasi contemporaneamente se ne annidano altri in altre parti. Potenzialmente, in Calabria, siamo tutti vettori. E finché, caro Franco, resistono i geni del "conosci qualcuno per quella pratica...?" o del "non ti preoccupare, ci penso io!" , a me non viene che da dirla alla Mao Tse-tung: "La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un'opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un'insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un'altra". |
PUBBLICATO 11/01/2016 | © Riproduzione Riservata

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