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Che fine ha fatto la Pro Loco?

Foto © Acri In Rete
Gianluca Garotto
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Ormai in pochi ricordano che ad Acri esiste un Pro Loco, perché da molto, troppo, tempo è male amministrata. Prima di proseguire nel discorso ricordiamo che la Pro Loco è un’associazione di volontariato che ha come finalità quella di sviluppare forme di attrattività turistica per la propria comunità.
Le Pro Loco sono, infatti, soggetti turistici riconosciuti dalla legge che attribuisce loro compiti di:
- valorizzazione delle risorse naturali, culturali e storiche della località;
- realizzazione di iniziative di interesse turistico, ricreativo, sportivo e culturale a carattere locale;
- organizzazione di altre attività di promozione turistica a carattere locale.


Ad Acri, purtroppo, da diverso tempo, la Pro Loco non si fa promotore di alcun genere di iniziativa di interesse turistico, tanto da spingere un gruppo di giovani acresi (IlluminAcri e L'Alternativa) a organizzare, in modo autonomo e non senza difficoltà, una serie di eventi ed attività per ridare vita al paese.
La “nostraPro Loco, piuttosto che promuovere eventi sul territorio, preferisce organizzare pellegrinaggi a Lourdes (???).
Sarà forse perché i membri dell’associazione, sempre gli stessi da decenni, sono ormai stanchi e/o presi da altri impegni per fare altro?
Visto che, presa da troppi impegni, la vecchia guardia non ha più interesse a valorizzare il territorio, è ora di pensare ad un cambiamento e di cedere il passo, nella gestione dell’associazione, a quei giovani che hanno davvero a cuore le sorti del proprio paese.
Tocca a loro “pubblicizzare” le bellezze del territorio, proprio come si fa in altre realtà, come, ad esempio in Puglia, in cui le Pro Loco investono sul territorio non solo in termini economici, ma anche di risorse.
Sono, infatti, i soci delle Pro Loco a distribuire gratuitamente le brochure informative ai visitatori e ad accogliere i turisti, dando indicazioni in diverse lingue.
Le attività delle Pro Loco pugliesi, aperte almeno 8 ore al giorno, si svolgono all’interno delle proprie sedi, situate, nella maggior parte dei casi, nel centro dei paesi (e delle città), mentre nel nostro paese l’ associazione ha una sede fantasma, o meglio, c’è ma non funziona (come si evince dalla foto il portone è sempre chiuso).
Anche ad Acri, come in Puglia, la riorganizzazione della Pro Loco locale potrebbe essere un volano di sviluppo per l’intero territorio, sia da un punto di vista economico che turistico.
Forse solo allora si potrebbe dar vita a nuove iniziative di promozione turistica e rivitalizzare le sorti di un paese in caduta libera anche per colpa di chi avrebbe potuto fare e non ha fatto.

PUBBLICATO 07/05/2016 | © Riproduzione Riservata



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