OPINIONE Letto 3871  |    Stampa articolo

Il mistero della ricetta bianca

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
Mi tocca di nuovo parlare di sanità. Non nascondo che la cosa stia diventando deprimente, ma   considerando comunque che c’è di mezzo la  nostra salute rimbocchiamoci ancora una volta le maniche le mani e riproviamoci.  Negli ultimi tempi ho la sensazione che sia aumentata sull’argomento la rassegnazione , comprensibile. Quello che trovo invece  insopportabile è l’indifferenza. C’è poco da fare, quella mi indigna proprio! Intanto perché rende le persone ignave, pronte quindi ad adeguarsi sempre all’idea del più forte e poi perché è contagiosa, anzi contagiosissima. L’indifferenza è un vero e proprio virus tra i peggiori in circolazione, molto più aggressivo della peggiore influenza stagionale poiché si trasmette addirittura senza contatto diretto. Pensa un po’ come siamo messi!  Siamo al punto - e questa figurarsi che rimane la migliore delle ipotesi - che si può essere“portatori sani “, senza esserne consapevoli.
 A proposito d’indifferenza, nel mio pezzo ”Siamo fatti a capocchia” del 5 u.s. (clicca qui) parlavo   della questione delle diverse prescrizioni del medico di famiglia, quindi delle “ricette bianche” e “ricette rosse”. Per carità, per quanto la questione sia delicata, non è che mi aspettassi chissà quali grandi reazioni. Auspicavo più che altro che qualcuno, magari anche “più titolato”, riprendesse l’argomento in modo che l’incredibile paradosso che in questa storia esiste potesse emergere in tutte le sue contraddizioni, se  non altro per i seri problemi che  sta causando alle fasce più deboli della popolazione costrette a recarsi a Cosenza per poter fare semplici analisi di laboratorio. Invece? nulla! Nada de nada, insomma niente! Mi vedo quindi “costretto” a riproporre la questione.
Lo faccio intanto perché, come direbbero a Roma, “so proprio de coccio!” e poi perché la cosa è più complicata di quanto potrebbe apparire. Insomma, sarebbe ora che qualcuno cominci a spiegarci com’è possibile che il CUP non possa prendere le ricette bianche per gli esami che sono a totale carico dei pazienti, invece può prendere regolarmente le ricette rosse nelle quali il paziente contribuisce pagando solo il ticket. Non solo la questione è illogica ma anche anti economica. Se ci trovassimo nel campo delle strutture private il CUP con un simile modo di agire sarebbe stato chiuso e da un pezzo. Il problema è proprio questo, siamo già entrati in ambito privato senza essercene neanche accorti. Infatti, succede che i pazienti non potendo  ricevere la prestazione a pagamento  dal laboratorio dell’Ospedale di Acri  sono costretti a scegliere un’altra strada. Quale? Quella che porta a Cosenza.
Perché si toglie lavoro al laboratorio dell’Ospedale di Acri? C’è qualcuno dietro a questo meccanismo che sembra ben collaudato? E dei cosiddetti (nascenti) punti prelievo ne vogliamo parlare?
Forse, è meglio di no. Continuiamo a far finta di niente, anzi suggerisco  di costruire  intorno alla vicenda un alone misterioso. Del resto vi sono città che hanno costruito le loro fortune turistiche vantando luoghi del mistero: “Il Mistero del Castello”, “Il mistero della grotta incantata”. Ecco, noi  il mistero non abbiamo bisogno neanche di inventarcelo, lo abbiamo sul serio, si tratta dell’incredibile“mistero  della ricetta bianca”. Magari non potremo raccontare storie di principesse o tesori nascosti. Però potremmo rifarci raccontando le vicende di moderni “briganti”,offrendo ai turisti, a soli 10 euro,un bel  giro panoramico, per i vari CUP sparsi sul territorio, con tanto di   guide accreditate naturalmente dalla ASP. Pranzo e bibite comprese s’intende.
Potrebbe essere una buona idea (chissà) utile per recuperare un  po’ di quei soldi non incassati rifiutando le ricette bianche.
P.S.  Mi dicono che l’ Azienda ospedaliera di Cosenza accetta le ricette bianche. Come mai? Il mistero si infittisce, meglio potrebbe  portare un deciso aumento di turisti!

PUBBLICATO 19/05/2016





Ultime Notizie

NEWS  |  LETTO 1670  
Uccise la badante, l'Appello conferma 24 anni
La vicenda risale al luglio 2016. Siamo in località Scuva, al di là del fiume Mucone. Una donna, N.T, 50enne, badante, di nazionalità bulgara, venne trovata uccisa poco fuori l’abitazione (nella fot ...
Leggi tutto

NEWS   |  LETTO 1302  
Bes, benessere equo e sostenibilità 2030, Acri scelto per testare gli indicatori
Il comune di Acri, con Campi Bisenzio, Pesaro, Rho ed Unione dei Comuni Val di Comino, è stato scelto per testare gli indicatori del Bes, benessere equo e sostenibile, un indice sviluppato dall'Ista ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 2788  
Processo Acheruntia. Sono imputato solo per concussione non per mafia
Gentile Redazione, in merito al processo Acheruntia che tanto scalpore ha suscitato nel nostro paese e che mi vede mio malgrado coinvolto, dopo essere stato a lungo e tranquillamente
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 2271  
Processo Acheruntia. L'ex dirigente del comune scagiona Maiorano
Ennesima udienza del processo Acheruntia bis. L’ex dirigente del comune, Annunziata Ranaldi, non ha mai ricevuto alcuna minaccia da parte dell’ex sindaco Luigi Maiorano, imputato nel suddetto proce ...
Leggi tutto

NEWS   |  LETTO 5672  
Coronavirus. La comunità cinese di Acri, 'non siamo infetti'
“Non ci sono motivi per aver paura, nessuno di noi si è recato in Cina e nella zona nella quale si è diffuso il virus, negli ultimi mesi.” Oggi abbiamo deciso, non senza apprensione, di fare un giro ...
Leggi tutto