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Don Luigi Basile, tributo ad un brav'uomo ed un buon prete

Foto © Acri In Rete
Leonardo Marra
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C’era una volta un prete… No, c’era una volta un prete, ma soprattutto uomo che del suo appartenere all’umanità aveva fatto un vessillo involontario. Sì perché egli non era una di quelle persone che amano trovarsi al centro dell’attenzione anzi, era modesto come modesti possono essere solo i veri servitori di Cristo, umile tra la gente umile, non teneva mai nulla per sé ed era pronto a spartire anche un tozzo di pane qualora glielo avessero chiesto. La sua chiesa, aperta fino a tarda sera, proponeva conforto a quanti ne avessero bisogno e nessuno usciva dal suo “studio” senza aver attinto a quel sorriso che infondeva serenità e tranquillità. Anche nelle avversità o nei momenti più difficili, che la sua salute gli riproponeva periodicamente, non abbandonava mai i fedeli, che lo amavano proprio per quel suo spirito di sacrificio e fratellanza, per quel suo essere sempre a disposizione degli altri, per quel predicare la condivisione del Sacramento della Comunione e poi riuscire ad applicarlo nella vita di tutti i giorni senza mai un gesto di stizza o peggio ancora di superbia o arroganza, ed anche se le sue funzioni iniziavano puntualmente con qualche minuto di ritardo, erano sempre affollate e lui sapeva farsi perdonare con quelle omelie, prive di prosopopea o di filosofie elaborate, omelie semplici ma profonde, che arrivavano dritte al cuore e rimanevano là in un cantuccio, dove, alla bisogna, era possibile ripescarle e cercarvi conforto. Insomma, c’era una volta uno di quegli uomini di chiesa che tanto piacciono a Papa Francesco. Oserei dire: “c’era una volta un uomo di Francesco”.
Non sono mai stato un fervido frequentatore della Chiesa in quanto istituzione, ma più volte ho avuto modo di chiacchierare con lui, ed ogni volta la sensazione che provavo era identica: quell’uomo aveva un grande dono, quello di accogliere e confortare chiunque ne avesse bisogno. Mi rimane il ricordo del suo sorriso e della sua fede senza ostentazione. E’ quasi un anno ormai, da quel 29 luglio del 2015, che quel prete ha raggiunto il suo “Padre Celeste”.  
Peccato Don Luigi, dopo tanto tempo ho rivisitato la tua chiesa. Non è più la stessa senza di te, dopo la tua dipartita persino i fiori della tua venerata Madonna hanno perso il loro tenue profumo.

PUBBLICATO 06/06/2016 | © Riproduzione Riservata



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