Fabiana Fuscaldo contro la deriva autoritaria e privatistica di una parte del PD
Fabiana Fuscaldo
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Il presente per denunciare il metodo scandaloso e antidemocratico con cui è stato e continua ad essere gestito il PD di Acri, col fine di escludere elementi scomodi e non funzionali.
Formalmente il PD di Acri ha un segretario: l’avverbio in premessa è fondamentale perché, nella sostanza, il sig.r Le Pera è totalmente appiattito sulle posizioni del capogruppo PD Pino Capalbo. Credo sia più onesto affermare che ne è succube. A questo postulato cercherò di dare esauriente ed esaustiva dimostrazione con i fatti che andrò ad elencare, dopo di che spero che il segretario voglia aprire, presso gli organi competenti, un procedimento disciplinare avverso la sottoscritta: sarà quella la sede presso cui si potranno, finalmente, analizzare anni di assoluto immobilismo politico, al solo scopo di favorire chi si sente già candidato Sindaco in pectore, investito dalla sua unica autorità ed autorevolezza e in barba a qualsiasi norma statutaria. Il segretario Le Pera ha avuto in questi anni un unico obiettivo: assecondare in tutto e per tutto i desideri politici dell’”unto del Signore” Pino Capalbo. In quest’ottica vanno letti i silenzi e le omissioni di cui si è macchiato come segretario. C’è un lungo elenco di esempi di questo tipo di gestione; mi limiterò a segnalare quelli più recenti, gravissimi: 1) Nel Consiglio comunale del 27 maggio 2016, i Consiglieri Capalbo e Mascitti si sono determinati in dichiarazione di voto, per tutti i punti all'ordine del giorno, come due amici al bar, senza confrontarsi con la sottoscritta. In particolare, per il punto all'ordine del giorno “Comunità d’ambito territoriale ottimale della provincia di Cosenza per la gestione del servizio rifiuti in forma associata ex art.4 l.r. n.14/2014 – approvazione dello schema di convenzione”, il consigliere Capalbo ha anticipato più volte ai microfoni il suo voto e quello del consigliere Mascitti, ignorando la presenza della sottoscritta in Consiglio. In quell’occasione, per evitare tensioni, ho votato come loro, senza commenti. 2) Come si può vedere dai documenti allegati al presente comunicato, nel Consiglio comunale di aprile 2016 i Consiglieri Capalbo e Mascitti hanno presentato due interrogazioni al Sindaco senza chiedermi se avessi intenzione di firmare l'interrogazione, come era invece accaduto nei precedenti consigli. Com’è facilmente deducibile, i documenti sono stati preparati al pc prima del Consiglio e già prevedevano i soli nomi di Capalbo e Mascitti, quindi era già chiara l'intenzione di non coinvolgermi. Analogo discorso vale per la petizione popolare apparsa in rete – con tanto di raccolta di firme – e recante in calce i soliti nomi. Un segretario che si rispetti, in seguito ad episodi di questa gravità, avrebbe chiesto conto ai due consiglieri, invece nulla: il tutto è passato come normale prassi. Non che tenessi al fair play, ma era un doveroso atto politico. La scusa ridicola con cui si sta tentando di procedere al mio isolamento sarebbe una mia presunta scarsa partecipazione alle riunioni del PD precedenti il Consiglio comunale. A tal proposito, il segretario Le Pera, “obtorto collo”, si è visto costretto ad ammettere, davanti ad altri dirigenti PD, che – nonostante una gravidanza passata quasi totalmente a letto e le necessità legate a un lavoro fuori sede e alla crescita di un figlio – la mia presenza è stata molto più assidua di quella del consigliere Pino Capalbo. Analogo discorso si potrebbe fare per la partecipazione alle commissioni consiliari, dove il consigliere Capalbo brilla per l’assenza. L’unico momento in cui è presente sono le convocazioni del Consiglio: lì non bisogna mancare, c’è la radio e la tv! In una delle ultime sedute del Consiglio comunale il consigliere Capalbo si auto-investiva della candidatura a Sindaco per le prossime elezioni, dichiarando di avere già pronte le liste e che qualsiasi altro nome sarebbe stato sottoposto al suo insindacabile giudizio etico e morale. Giova ricordare che queste dichiarazioni appaiono tanto più gravi in quanto proferite dal capogruppo PD al Comune di Acri e alla Provincia di Cosenza. Tutto ciò in barba a tutte le norme inserite nello statuto nazionale e regionale del PD. Di fronte a dichiarazioni di questa gravità, il solerte e zelante segretario non ha ritenuto di dovere sanzionare il consigliere Capalbo, dando così l’impressione che il tutto sia frutto di una manovra di palazzo con l’assenso del PD. A mia memoria non ricordo, oltretutto, da anni, una convocazione degli iscritti. Il presente comunicato è stato scritto con l’approvazione di oltre 100 tesserati. Da questo momento, la sottoscritta si determinerà rapportandosi con questi iscritti e voterà secondo deliberati di questi iscritti, del PD di Acri e secondo coscienza, relazionandosi con gli organismi superiori, dove spero il nostro segretario voglia portare il contenuto di questa mia, al fine di potere avviare finalmente un dibattito serio e non viziato da personalismi e mire frazionali da parte di chi pretende di autocandidarsi per ovviare alla oggettive difficoltà ad addivenire a questa condizione attraverso una libera scelta del popolo della Sinistra. - scarica le interrogazioni |
PUBBLICATO 17/06/2016 | © Riproduzione Riservata

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