"La mostra più importante": la famiglia Rotella diffida, il Comune di Acri deve pagare
Giacinto Le Pera
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Mimmo Rotella, - che nella casa d'asta londinese Phillips a febbraio scorso ha stabilito il suo nuovo record con l'opera Untitled battuta oltre 1.000.000 di £ (più o meno un milione e trecentomila €) - certamente, ovunque si trovi in questo momento non avrà ne tempo e ne voglia di preoccuparsi se qualcuno, in una remota provincia italiana, organizza senza autorizzazione una mostra nella quale campeggia il Suo valore artistico. Ma alla Sig.Ra Rotella invece interessa eccome tutelare immagine e arte del Maestro. E infatti, l'MRI (Mimmo Rotella Institute)* con sede in Via Sangallo a Milano, delega uno Studio Legale Internazionale per far valere e difendere, attraverso diffida, la totale proprietà di ogni diritto di sfruttamento relativo a tutto ciò che riguarda l'Opera di Mimmo Rotella, considerata tra le più innovative dell’arte del ventesimo secolo.
La diffida, che ha raggiunto Acri prima dell'apertura dell'esposizione al Maca, invitava tassativamente a non procedere con l'esporre i lavori dell'autore e di interrompere ogni tipo di comunicazione riguardante l'evento. Evidentemente, al contrario, il Sig. Silvio Vigliaturo anziché spegnere i motori perché sprovvisto di nullaosta, decide di andare avanti avviando comunque la mostra ed esibendo quanto non avrebbe dovuto. Così facendo ha addirittura sottovalutato il problema e, piuttosto che adoperarsi per limitare i danni, lo ha addirittura aggravato. Fermandosi in tempo avrebbe potuto mediare e far fronte ad indennizzo relativamente accettabile ma, non facendolo, ha dato inizio ad una controversia giudiziaria che produrrà una condanna per il Comune di Acri, o per meglio dire per i cittadini (anche per quelli ai quali è stata tolta l'erogazione dell'acqua), con un notevole esborso di danaro. Considerando che produzione e attività espositiva di Rotella iniziano nei primi anni '50 , che quasi subito inizia a confrontarsi coi suoi contemporanei già affermati, che presto conquista l'internazionalità attraverso la sua originalità che lo inserisce di diritto nel sistema nel quale vari elementi quali musei, gallerie, collezionisti, critici, aste, curatori, fiere, riviste specializzate e quant'altro fanno di lui e della Sua Arte quello che il mondo intero apprezza (e compra), viene automatico credere che la proporzione da prevedere per dare un valore al risarcimento sia, senza dubbio alcuno, molto alta. Continuiamo ad assistere alla poca lineare attuazione di un serio programma culturale che il Museo di Acri proprio non riesce a correggere. Chi gestisce il Maca e chi glielo permette, dovrebbero impegnarsi a rendere quell'interessante massa architettonica meno galleria privata, cercando di mantenere integra l'immagine della città attraverso una più accorta organizzazione dei progetti di una certa portata. Sono anni che si prosegue a mettere pezze e giustificare la non chiarezza di quello che oramai è diventato un mero ritrovo ricreativo dove, di tanto in tanto, si possono scambiare sorrisi opportunistici e strette di mano finalizzate al nulla. E sono anni che si intraprendono sermoni sull'importanza del Museo che, naturalmente, a poco servono se lo stesso non diventa un vero laboratorio di scambi di conoscenza ed esperienze. Da tempo l'asse Tenuta/Vigliaturo è oggetto di attenzione ma, nonostante ciò, nulla ancor si muove da parte di chi invece ha il dovere di sciogliere una quantità di dubbi che aumentano sempre più. Per fortuna si è ridimensionato di alcuni importanti punti l'accordo siglato oltre un decennio fa tra il Comune e Vigliaturo, e per fortuna si è in extremis impedito l'affido diretto del caffè letterario alla società dello stesso Silvio Vigliaturo. Ma attorno al Maca ce ne sono ancora tanti di buchi neri per i quali vale la pena pretendere la loro manifestazione in piena luce, come per esempio avere la possibilità di comprendere la modalità di impiego dei contributi regionali che la società Oesum Digital Exhibition riceve, e magari leggere la relazione delle attività svolte per il raggiungimento delle finalità, oppure capire come avviene la copertura dei costi inerenti alla gestione ordinaria e straordinaria della struttura museale. Checchè ne dica il sindaco Tenuta, il risultato delle attività del Museo è tutt'altro che buono. Checchè ne dica il Vigliaturo sui "10 anni intensi" del Maca e del fatto che le "idee erano chiare sin dall'inizio e che le mostre siano un grande attrattore", fino ad oggi si è assistito solo ad una sua personale interpretazione degli intenti strumentalizzando sistematicamente la sua autoproclamazione a direttore artistico. Se da quanto emerge, saranno riconosciute delle responsabilità in merito alla Mostra non autorizzata, la vicenda si sommerà a quella serie di incongruenze per le quali sono già state avanzate legittime delucidazioni. Ecco altro tema cavalcabile per gli astanti tra i banchi di opposizione del Consiglio comunale di Acri: approfittatene please!
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PUBBLICATO 15/07/2016 | © Riproduzione Riservata

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