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I sogni devono essere realizzati

Foto © Acri In Rete
Gemma Cofone
Oggi sono a casa tranquilla e,come accade tutti i giorni apro il sito di Acri In Rete per leggere gli articoli pubblicati e, la mia attenzione cade su un articolo di Damiano Fusaro che scrive in merito alla sua esperienza fatta nel liceo Vincenzo Julia.
Sono rimasta colpita dal suo articolo e, all’improvviso ho fatto un tuffo nel passato è come se alcune porte della mia vita che avevo ormai chiuso si siano riaperte facendomi rivivere come le sequenze di un film la mia personale esperienza in quella scuola, e di getto eccomi qui a scrivere.
Io mi sono diplomata nel 1995 sicuramente la situazione adesso è molto diversa da quando mi sono diplomata io, i professori sono altri e gli alunni sono di una generazione diversa ma, nelle parole di Damiano, nella sua amarezza e nel suo dispiacere misto a delusione mi ci ravvedo molto. Non sto qui a raccontare la mia esperienza nei dettagli ma, ricordo il senso di sollievo che ho provato quando finii il percorso, un percorso che non solo fu in salita ma una salita molto tortuosa, eppure amavo studiare soprattutto amavo le materie letterarie ma i risultati non erano molto soddisfacenti, tanto che quando finii non ero sicura di voler continuare a studiare perché pensai “se è stato difficile il percorso al liceo figuriamoci l’università”.
Ma a 19 anni si guarda avanti ci si solleva subito e, iniziai il mio pecorso universitario che oserei definire una splendida avventura fatta di tante soddisfazioni tanto che mi sono laureata in giurisprudenza con un ottimo punteggio e con una gioa immensa che conservo ancora adesso nel mio cuore. Ora vivo felicemente a Padova, sono molto soddisfatta del mio lavoro che amo e che mi gratifica tutti i giorni. 
Con questo articolo voglio solo lanciare un messaggio a tutti i giovani e cioè di credere fortemente in tutto quello che si vuole fare, nei progetti che si intendono realizzare ma soprattutto credere in se stessi e ricordarsi che i progetti sono sogni che possono e devono essere realizzati, le delusioni e le cadute che inevitabilmente si hanno nella vita devono essere uno stimolo per rialzarsi ed essere ancora più forti e sicuri di prima. Chiudo questo articolo con un pensiero speciale al Nostro grande parroco che purtroppo  non c’è più  Don Luigi Basile, di ricordi suoi ne ho tanti ma voglio ricordare in maniera particolare la sua semplicità e la sua umilta.

PUBBLICATO 29/07/2016





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