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Controversia penale tra L. C. e F. D. B., arriva per quest'ultimo l'archiviazione di una querela per calunnia

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
Ennesimo atto della lunga e controversa vicenda penale in cui sono coinvolti F.D.B e e L. C., entrambi di Acri, che dall’anno 2014 li vede protagonisti a parti inverse in numerosi procedimenti, alcuni dei quali ancora pendenti, scaturiti da denunce reciproche. Di recente, arriva l’ archiviazione di una querela per calunnia che L.C. aveva sporto nei confronti di F.D.B., sulla scorta di una sentenza di non luogo a procedere emessa dal Tribunale di Cosenza, nella persona del G.U.P. Branda, a gennaio del 2016. L.C. , sulla base di detta sentenza di non luogo a procedere, che i difensori di F.D.B., avevano finanche impugnato in Cassazione convinti delle ragioni del proprio assistito, querelava quest’ultimo per il reato di calunnia adducendo che i fatti da lui denunciati nella querela di maggio del 2015 fossero inventati o, comunque, non veritieri. Il P.M. titolare del procedimento, Frascino, formulava richiesta di archiviazione avverso la quale L.C.. si opponeva, pertanto, veniva fissata apposita udienza davanti al G.I.P., Ferrucci, la quale scagionava definitivamente F.D. B., dalla contestazione mossagli.
Sia il P.M. che il G.I.P., alla luce delle argomentazioni esposte da F.D.B., il quale attraverso la produzione di atti relativi a due procedimenti penali in cui lui risultava persona offesa ed L.C. imputato, per molestie, ingiuria e minaccia, dimostrava che quest’ultimo già in passato lo aveva molestato con numerose telefonate in forma anonima partite dalla sua utenza mobile, non potevano far altro che archiviare definitivamente il procedimento penale per calunnia.
Nel corso dell’interrogatorio F.D.B. faceva altresì presente che con sentenza del novembre 2016. era stato assolto in altro procedimento penale, scaturito da una delle tante denuncie presentate nei suoi confronti da L.C., per il reato di danneggiamento aggravato. In sintesi, questo non è altro che l’ultimo provvedimento di tutta una serie di procedimenti penali, alcuni dei quali ancora pendenti, che vedono i due vestire i panni di persona offesa ed imputato vicendevolmente, scaturiti dalle denunce reciproche, non riconducibili, almeno per quanto riguarda F.D.B., a questioni di gelosia per la ipotizzata contesa di una donna bensì agli incomprensibili atteggiamenti assunti da L.C., il quale nel mentre denuncia F.D.B. per il reato di stolking, esternando tutte le sue paure e le sue ansie per quello che gli potrebbe accadere, lo chiama in forma anonima ingiuriandolo e minacciandolo in vari modi.
Questo ad oggi e l’unico dato certo, oggettivo ed incontestabile emerso dagli accertamenti disposti su ordine della Procura della Repubblica di Cosenza, il resto è ancora tutto da dimostrare nelle aule giudiziarie.

PUBBLICATO 21/11/2017

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