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Opere incompiute. Buon compleanno. I primi dieci anni della Sibari-Sila

Redazione
Foto © Acri In Rete
2008-2018. Buon compleanno alla Sibari-Sila che compie 10 anni. Peccato, però, che ad oggi nessuno può usufruire di questa opera della quale, invece, se ne sono occupati magistratura, inchieste televisive e giornalistiche. Mentre ministri, sottosegretari, consiglieri regionali, amministratori, governatori regionali, annunciano, soprattutto a ridosso di elezioni, nuovi investimenti e nuove opere per il territorio, le vecchie risultano ancora incompiute. Paradossale e grottesco.
Se per la galleria della statale 660, 800 metri, i lavori sono quasi ultimati (dopo 14 anni!!), per la Sibari-Sila vi è il concreto rischio che resti per sempre un’incompiuta. Non sono bastati dieci anni di lavori per l’importante tracciato, ovvero la trasversale mar Ionio-Sila. Poco più di due chilometri, otto viadotti, due gallerie per un importo che sfiora i trenta milioni, compresi i numerosi e costosi espropri.
Nel 2003, giunta regionale guidata da Chiaravalloti ed assessore regionale ai lavori pubblici, Misiti, il primo lotto viene inserito nel programma opere pubbliche dell'Anas.
La spesa complessiva prevista, per circa otto chilometri, ammonta a 200 milioni. I lavori del primo lotto interessano i territori di Acri, Corigliano, San Demetrio Corone, Santa Sofia D'Epiro.
Nel 2005, giunta Loiero, assessore regionale ai lavori pubblici, Incarnato, il tracciato subisce sostanziali modifiche. Nel 2007 il progetto è a bando. I lavori previsti ammontano a 27,85 milioni di euro per il primo lotto funzionale, ovvero 2.632 metri. Spuntano altri 5,6 milioni stanziati dalla Provincia.
La scadenza per la presentazione delle offerte (al ribasso), è prevista per il dicembre 2007.
Alla gara partecipano in 11 e se l'aggiudica nel dicembre 2008, un'Ati. Ne fanno parte Roan Srl, Costruzioni ed Impianti Europa, Consorzio Stabile Infrastrutture.
Partono i subappalti e con essi i primi mormorii su ditte in odore di mafia. Purtroppo arrivano anche i contenziosi tra Enti appaltatori e ditte.
I lavori si fermano. Oggi, chi passa da quelle parti, vede solo cemento, mezzi fermi e strade dissestate. Ci sarebbero anche gravi errori progettuali. Pare, infatti, che per eliminare i dislivelli tra due punti, probabilmente sottovalutati o calcolati male, occorrerebbe sventrare una montagna, addirittura utilizzando la dinamite.
E che dire del ferro oramai arrugginito perché non protetto adeguatamente? Con un probabile Governo nazionale a guida Lega-Movimento Cinque Stelle, sembra impossibile che da Roma o Bruxelles possano arrivare altri fondi per questa arteria.
Anzi, c’è il concreto rischio che la classe dirigente regionale, faccia una figuraccia ed essere ripresa per errori progettuali, inadempienza ed incapacità.


PUBBLICATO 18/03/2018

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