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Il giudice di pace da ragione ad un contribuente. Equitalia condannata per stress, ansia e patema d’animo

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
Vincere contro Equitalia, è possibile. C'è chi alle cartelle pazze decide di ribellarsi senza ricorrere a gesti eclatanti o alla violenza. Ma alla forza della legge, che la stessa Equitalia invoca, e delle carte bollate. Lo dimostra un noto avvocato di Acri, Maurizio Feraudo, al quale il Giudice di Pace del Tribunale di Cosenza, ha dato ragione ed ha condannato, previo risarcimento, il Concessionario di riscossione “per danni morali, esistenziali e stress.” I fatti.
Allo stesso Feraudo, viene notificata una cartella di pagamento, precedentemente, però, annullata dal Giudice di Pace di Cosenza, quindi nulla. Siamo nel 2014. Nonostante ciò, l’Ente Concessionario, sebbene a conoscenza della sentenza, provvede ugualmente a notificare al Feraudo una “comunicazione preliminare per le procedure esecutive e cautelari” con la quale si chiedeva il pagamento di euro 136,19 relativi alla cartella annullata dal Giudice di Pace. Il contribuente comunica più volte ad Equitalia che la cartella era stata annullata. Lo fa anche a mezzo pec.
Il Concessionario, però, non prende atto della sentenza ed il Feraudo risulta ancora debitore. Siamo nel 2015, il contribuente deposita presso Equitalia una dichiarazione con la quale comunica, ancora una volta, che la Cartella reclamata era stata annullata ma il Concessionario rigetta l’istanza e nell’aprile del 2016 notifica al Feraudo il preavviso di fermo amministrativo della sua auto.
Dopo pochi giorni il contribuente si vede costretto a recarsi presso gli uffici di Equitalia per consegnare nuovamente copia della sentenza. Due anni, quindi, tra viaggi, comunicazioni e reclami. E’ evidente, si legge nella sentenza del Giudice di Pace di Cosenza, dello scorso 15 febbraio, la condotta negligente tenuta dalla Concessionaria che, non tenendo conto della sentenza precedente e delle numerose comunicazioni, ha procurato all’utente una condizione di disagio, di disappunto e di ansia nonché un patema d’animo che ha alimentato un’insopportabile condizione di stress.
Per questi motivi il Giudice di Pace, Lucia Panzera, accoglie la domanda proposta da Maurizio Feraudo e condanna Equitalia al risarcimento a suo favore.

PUBBLICATO 16/02/2017

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