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Comune. Pensionamenti, concorsi, mobilità, servizi. Si rischia il caos

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
Il Comune di Acri, già alle prese con lo stato di dissesto finanziario, dovrà affrontare, a breve, un’altra emergenza; quella dei pensionamenti. Secondo le stime della Cgil, l'effetto quota cento provocherà un esodo di dipendenti pubblici nei Comuni tra cui, naturalmente, anche in quello di Acri. Ad oggi l’Ente può contare su poco meno di 60 dipendenti di ruolo, che lavorano 36 ore alla settimana, e poco meno di 80 precari (ex Lsu) che devono prestare 27 ore di lavoro alla settimana. Da qui a qualche mese, però, il numero dei dipendenti di ruolo, comprese le figure apicali, ovvero i funzionari, subirà una drastica diminuzione. Entro la fine dell’anno, difatti, una decina di dipendenti dovrebbero andare in quiescenza grazie alla nota legge Quota 100, ovvero 62 anni di età e 38 anni di contributi. Una legge che mette in difficoltà molti Comuni, soprattutto quelli che si trovano in uno stato di dissesto finanziario e che, quindi, non possono permettersi i concorsi. L’unica via, al momento, sembra essere quella della mobilità, più veloce e meno costosa, ovvero dipendenti provenienti da altre amministrazioni pubbliche che decidono di prestare lavoro all’interno del Comune. Tra ferie non godute e giorni di malattia, da qui a qualche mese, gli uffici potrebbero essere a corto di personale, una quarantina di dipendenti in tutto e di conseguenza sarebbe a rischio l’erogazione dei servizi. Particolarmente difficile appare la situazione all’interno della Polizia Municipale i cui componenti, compreso il comandante, non superano, addirittura, le cinque unità. Il sindaco Capalbo si è già dato da fare e nei giorni scorsi si è rivolto al Ministero competente. E’ probabile che per i Comuni come quelli di Acri, sebbene in dissesto finanziario, il Governo dia la possibilità di assumere personale attraverso concorso pubblico al fine di scongiurare il blocco dei servizi. Non sono escluse domande di mobilità. Staremo a vedere e noi seguiremo l’intricata vicenda.

PUBBLICATO 28/04/2019

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