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Si accende la campagna elettorale in vista delle Comunali di fine marzo. Al laboratorio
politico della sinistra, di cui fanno parte i Verdi Federati Ulivo, la Federazione
Comunista, Sinistra e Libertà Ecologia e Italia dei Valori, non è piaciuta la
decisione del Pd di scegliere il proprio candidato a sindaco attraverso primarie
di partito.
“ I partiti del laboratorio politico della sinistra – è scritto in una nota
-, continuando con il percorso politico- programmatico al fine di creare un
progetto innovativo e alternativo per il governo della città, nell’ultimo incontro,
alla luce della delicata situazione politica che si è venuta a creare, convinti
che bisogna dare un forte segnale di cambiamento, non solo nella composizione
delle liste, ma soprattutto nel modo di governare, si dovrà addivenire alla composizione
di una coalizione ampia, coesa e motivata. La guida dovrà essere scelta attraverso
un’ampia partecipazione di tutte le componenti sociali della comunità. I partiti
del laboratorio non condividono il percorso politico intrapreso dal Pd per la
scelta del candidato a sindaco, che prevede una rosa di nomi limitata solo ad
alcuni dirigenti del Pd, escludendo, da tale scelta, tutte le forze politiche
di sinistra. La blindatura delle candidature alle primarie da parte del Pd cittadino
– prosegue la nota - è inspiegabilmente in contrasto con la linea nazionale
dello stesso partito ed evidenzia ancora una volta la poca lungimiranza di una
classe dirigente, che, anziché lavorare per includere, gioca a escludere. Questo
è inaccettabile perché gli elettori del centrosinistra non sono solo i simpatizzanti
del Pd. Le suddette forze – conclude il comunicato del laboratorio politico
di sinistra - si sono impegnate a rendere noto il nome del candidato a sindaco
entro questa settimana, intorno al quale chiederanno alle altre forze politiche
che, al momento, non fanno parte del laboratorio di arricchire con altre proposte
la discussione per completare definitivamente il quadro delle alleanze necessario
a garantire alla futura amministrazione stabilità e buon governo”.
Sulle primarie di domenica prossima, intanto è intervenuto anche il consigliere
Maurizio Feraudo, secondo il quale uno dei tre contendenti è iscritto a
un altro partito.
“ I nomi in campo – scrive Feraudo - testimoniano che, come “Italia
dei Valori” ha più volte sostenuto, il Partito Democratico ha anche risorse da
offrire alla coalizione che auspica una netta discontinuità con l’esperienza amministrativa
che sta per finire. Da una parte le primarie sono un’apprezzabile strumento di
democrazia, dall’altra, proprio perché solo interne al Pd, denotano un intollerabile
atteggiamento di arroganza politica. E’ evidente che queste primarie non vincolano
assolutamente “Italia dei Valori”. Oltre all’arroganza politica, se ne
appalesa una irrispettosa e irriguardosa dell’intelligenza che pure regna negli
altri partiti del centrosinistra. Il Pd acrese sta consumando uno storico suicidio
politico, ovvero dare l’opportunità addirittura a chi ha aderito ad altre formazioni
politiche di poter essere eventualmente individuato come candidato sindaco. E’
come se oggi il Pd stesse per ipotecare la poltrona di primo cittadino a favore
di un partito che si è apertamente dichiarato e schierato contro il Pd stesso.
Il Partito Democratico – conclude Maurizio Feraudo - faccia un gesto
di generosa responsabilità politica, desistendo da queste primarie truffa e offra
la candidatura, senza ulteriore indugio, a chi oggi è l’unico capace di unire
e può garantire la vittoria del centrosinistra nell’ottica di una netta discontinuità”.
Fonte: " Il Quotidiano della Calabria" del 02-01-2010.
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  Genere
dell'articolo: POLITICA
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Pubblicata
in data: 02/02/2010
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