Veti incrociati e lotte intestine, nel centro sinistra. Al voto amministrativo
mancano due mesi ed al momento non c'è né un progetto né
un candidato unitario. Dopo che i democratici hanno stabilito che il candidato
a sindaco si deve individuare domenica prossima attraverso le primarie, il resto
della coalizione è insorta; IdV, Sel, Prc-Pdci, Verdi e Ulivo per Acri
pretendono pari dignità. Ovvero, in campo anche la Sinistra con propri
nomi. Per oggi è prevista un'interpartitica in cui gli alleati del Pd chiederanno
a gran voce le primarie di coalizione. I democratici, però, non mollano
e vorrebbero ugualmente scegliere il candidato sicchè, alla fine, se non
si troverà un accordo, il centro sinistra potrebbe presentarsi spaccato.
Pd da una parte, Sinistra dall'altra dove spunta il nome di un candidato a sindaco
donna sponsorizzato fortemente da Sel ma che avrebbe il sostegno anche delle altre
forze. I candidati del Pd alle primarie del sette febbraio (semmai si faranno)
sono
Bonacci, Cozzolino e Cristofaro. Chi la spunterà (i primi due,
assessore al bilancio e presidente del consiglio partono in vantaggio) avrà
poi il compito di aggregare più forze. Ma i veti non mancano; c'è
chi, infatti, unisce alcuni partiti, c'è chi, invece, ne attira altri.
IdV, ad esempio, per bocca di
Feraudo si è già espresso e
non è per nulla attratto da
Cozzolino che lo ritiene come una continuità
amministrativa e vicino all'Api di Rutelli.
Il presidente del consiglio non ci sta e risponde a
Feraudo; "
IdV
ha sostenuto questa amministrazione, poi quando il sindaco ha chiesto l'avvicendamento
con l'Udeur, per un patto elettorale, Feraudo si è rifiutato di
mantenere gli accordi.
Lo stesso, inoltre, ha cercato di imporre l'ingresso nella maggioranza di consiglieri
transfughi della minoranza, e difronte al rifiuto della coalizione ha sprecato
il suo tempo sparando a zero su chi cercava di portare avanti progetti e idee
e di questo la città ne terrà conto. Feraudo, inoltre, interferisce
sulle primarie del Pd, strumento democratico, e si prende il lusso di indicare
la soluzione a lui più congeniale ed, infine, fa supposizioni contro chi
è dirigente del Pd fin dal suo sorgere e prima lo è stato del Pci
e dei Ds. Sono venticinque anni di militanza, dice, sempre dalla stessa parte,
non ho scheletri nell'armadio e non ho nulla di cui vergognarmi per cui sono fiero
di accostare il mio nome alla mia città e di esserne un servitore."
Centro sinistra, quindi, che deve guardarsi non solo dagli attacchi del centro
destra ma ha a che fare anche con faide interne.