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Le insinuazioni del consigliere Maurizio
Feraudo, secondo le quali uno dei tre candidati a sindaco del Pd sia iscritto
a un altro partito, non potevano cadere nel vuoto. Era convinzione comune che
il destinatario di siffatte illazioni fosse Giacomo Cozzolino, la cui replica
è giunta a stretto giro di posta.
“ Che Idv ad Acri sia sempre stato un movimento sui generis – scrive Cozzolino
in una nota -, molto più attento a interessi personali che al bene della città,
non è un mistero. Il consigliere Feraudo potrà cercare di vendere fumo
al di fuori di Acri e della Calabria, ma in patria riteniamo sia un’operazione
senza speranza. L’elettorato ha ben presente il ruolo di Idv nell’ultima legislatura.
Giova ricordare che i dipietristi hanno appoggiato l’amministrazione fino a quando
ne facevano parte. Quando il sindaco Coschignano ha preteso ottenuto il
rispetto di un patto preelettorale, si è trovato di fronte la netta opposizione
di Feraudo, il quale sosteneva che in politica il rispetto degli accordi e della
parola data non ha valore. Sull’ultimo comunicato di Feraudo c’è da riflettere
non poco: l’arroganza raggiunge il parossismo e lo porta a interferire su un meccanismo
democratico come le primarie, cercando di “sug - gerire” anzitempo quella che
dovrebbe essere per lui la soluzione più congeniale. In pratica, sostiene Feraudo,
la democrazia è noiosa e comporta perdita di tempo; molto meglio scegliere il
candidato per lui più comodo.
Per finire – prosegue Cozzolino -, chiediamo al consigliere Feraudo
di essere più chiaro negli attacchi: la coerenza e il coraggio impongono che si
facciano nomi e cognomi. Ci riesce difficile infatti identificare il destinatario
della sua invettiva, essendo tutti e tre i candidati dirigenti nel Pci prima e
nel Pd fin dal suo sorgere. Per quanto riguarda la mia storia personale, parlano
25 anni di militanza e di politica attiva, sempre al servizio dei cittadini e
sempre dalla stessa parte.
Non ho scheletri nell’armadio e non ho nulla di cui vergognarmi. Diversamente,
mi sarei ritirato dalla scena, qualora avessi avuto, ad esempio, un passato da
ex fascista, se avessi strisciato presso tutte le segreterie dei partiti dell’arco
costituzionale, se avessi preteso l’obolo da parte di un mio assessore per reggere
determinate strutture, se avessi inserito miei congiunti all’interno di organizzazioni
a me riconducibili. Non annoverando il mio curriculum personale e politico nulla
di quanto sopra – conclude Cozzolino -, sono fiero di accostare
il mio nome a quello della mia città e di aspirare, democraticamente, a esserne
servitore”.
Fonte: " Il Quotidiano della Calabria" del 03-02-2010.
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  Genere
dell'articolo: POLITICA
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Pubblicata
in data: 03/02/2010
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