Nel comune di Acri, tutto
è cominciato venerdì mattina
intorno a mezzogiorno. La
famiglia che occupa uno dei
tre stabili in contrada
Serricella avverte un movimento verticale
verso il basso che fa “
ballare”
l’intera abitazione. Ma
solo nel tardo pomeriggio intorno
alle 17, il caposquadra
del Comune dà l’allarme per
una frattura continua aperta
su un fronte di strada di circa
trecento metri tra i bivi
Canaletta e
Cutra sempre in contrada
Serricelle. Arrivato sul
posto l’ingegnere capo dell’amministrazione
comunale
Elio Feraudo insieme al comandante
dei vigili urbani
Angelo Ferraro, al responsabile
comunale della protezione
civile
Raffaele Pignataro ed
al geometra, responsabile del
settore edilizia,
Terranova, da
un primo sopralluogo hanno
immediatamente disposto la
messa in sicurezza della zona
interessata dallo smottamento
chiudendone la viabilità.
Non si sono sottratti i tecnici
del Comune dal procedere ad
una ulteriore verifica dei fabbricati
che si trovavano a ridosso
della zona franata scoprendo
una condizione precaria
degli stabili in seguito al cedimento
del terreno ed ordinando
l’evacuazione temporanea
di una famiglia abitante in
uno dei palazzi. Nel pomeriggio
di ieri, al termine del sopralluogo,
il sindaco
Elio Coschignano ha firmato l’ordinanza
di sgombero.
Solo ieri
mattina, con l’arrivo della
squadra del 115 coordinata da
Vittorio Imbrogno, chiamati
per un controllo sulla stabilità
delle costruzioni si è riscontrato
un abbassamento delle fondamenta
causati dal cedimento
del terreno con la conseguente
ordinanza di sgombero
immediato degli edifici in
attesa dei sondaggi geognostici
disposti da parte degli enti
competenti. Gli abitanti del
luogo raccontano di una frana
che interessò la zona negli
anni ‘50 a seguito della quale
si formò un vuoto nel terreno
che fu riempito con materiale
di riporto e dove oggi sorgono
i tre fabbricati dichiarati inagibili.
Rimangono momentaneamente
senza un tetto, la
famiglia evacuata temporaneamente,
un ufficio privato
ed un’attività commerciale. Il
palazzo ha retto bene alla forza
d’urto della frana perché
costruito in cemento armato.
L’ingnegnerre capo dell’amministrazione
comunale di
Acri
Feraudo, infatti, ha spiegato
che i fenomeni
fondamentalmente
sono
stati due, perchè
la strada
è una cosa, i
palazzi un’altra.
Sempre
Feraudo parla dell’apertura
di una sacca sotto i palazzi e
da qui qualche infiltrazione
che ha provocato il cedimento
con delle
lesioni al fabbricato.
Si attende
il responso
degli
esami geognostici
per
vedere se si
mette in opera
un sedimento di cemento
armatop per consolidare il
fabbricato.
Fonte: "
Calabria Ora" del 07-02-2010.