Sono tempi magri, di crisi, ancora non si vede la fine del tunnel anzi, da quello
che si sente in giro le cose sembrano peggiorare (vedi gli ultimi 3700 esuberi
dichiarati dalla Telecom) e con la disoccupazione che cresce, anche un idiota
capirebbe che non può crescere leconomia, ma, per fortuna, cè
chi si ostina a sorridere (sempre), ad affermare che lottimismo è
il sale della vita (beato lui che può permettersi di essere ottimista)
e fornire i suoi dati sul PIL, facendo diffondere i dati sugli indici
di fiducia degli americani, dimenticando che lItalia non è lAmerica
e gli italiani sono una razza (negativamente parlando) davvero a parte.
Ecco come al solito divago, anche se volevo parlare daltro; di quando, tempo
addietro, si andava a fare spesa dal pizzicagnolo sotto casa, allora cerano
i vari Marbizzu e Zirighinu, tanto per citare quelli di
cui il ricordo è più forte.
Vi ricordate quando il lattaio portava il latte fresco in casa, ed il peggio che
ti poteva capitare è che quel latte fosse addizionato con lacqua
di pompia.
Quando il fornaio con la sua ape furgonata portava il pane croccante appena sfornato
fin sotto casa o quando si entrava nel negozietto del salumaio e ti avvolgeva
il profumo della mortadella; adesso è il profumo del lisoform che ti da
il benvenuto. Certo cè più igiene, ma a che prezzo?
Ma ritorniamo alla crisi di oggi.
Pochi soldi in tasca, conti da far quadrare, le bocche da sfamare sempre le stesse
anzi ,col passar del tempo si cresce e (ahimé o per fortuna) si consuma
di più; allora cosa fare? Considerando che, fondamentalmente, siamo un
popolo stupido, ma onesto e che la rapina in banca è fuori dalla nostra
mentalità, non resta che utilizzare alla meglio i pochi soldi a disposizione.
Allora si compra il latte che costa meno, il formaggio in offerta perenne, il
pesce a buon mercato, il vino di 60 cent, e così via.
Poi scopriamo che
il latte, per bene che vada, è annacquato (ma
che differenza con lacqua di pompia!!), addizionato con acqua ossigenata
che riduce le alte cariche batteriche, oppure è stato utilizzato latte
in polvere ricostituito (talvolta addiritttura latte in polvere per uso zootecnico),
o si scopre che è stato utilizzato latte inacidito con laggiunta
di alcali.
Va bene, mi dico, faccio a meno del latte, anche perché nemmeno le grandi
aziende sembrano essere immuni da queste sofisticazioni e dunque non è
pagando di più che sono al sicuro.
Allora rivolgo la mia attenzione agli altri
latticini, anche perché
il calcio è importante nellalimentazione.
Peggio che andar di notte! A parte gli eccessi, documentati anche da tutti i mezzi
di informazione, di alcune industrie che rigeneravano formaggi da
prodotti avariati, scaduti e molto spesso alla portata di insetti e topi, anche
in questo caso, nella migliore delle ipotesi, cè laggiunta
di grassi per ottenere la quantità lipidica richiesta da quel particolare
formaggio, ma cè anche l'aggiunta di formaldeide ai formaggi duri
a scopo disinfettante per mascherare difetti di lavorazione dovuti all'utilizzo
di latte scadente, quella di pectine e gomme viniliche ai formaggi molli per conferire
maggiore compattezza, e poi i formaggi ottenuti con latte in polvere ricostituito
(uso consentito in altri paesi sigh!).
Una volta avevamo
lolio doliva italiano, il Bertolli, il Dante,
ecc, tutti prodotti con olive italiane (toscane, pugliesi, calabresi) e ci si
poteva fidare; andate ora a leggere letichetta
prodotto con
olive provenienti da paesi comunitari il che può starmi anche bene,
ma allora, come si fa a decantare il prodotto made in italy se poi in questi prodotti
cè tutto tranne che gli ingredienti nazionali? E poi alcuni produttori
che utilizzano olio di semi con laggiunta di clorofilla per poterlo vendere
come olio extravergine doliva.
La
pasta, orgoglio e vanto italiano fino a qualche decennio fa, ora fatta(in
alcuni casi) con grano tenero o con altri cereali meno costosi, laggiunta
di coloranti o additivi chimici per imitare le paste speciali o le paste alluovo.
I
pesci, insufflati con aria per sembrare più nutriti o impregnati
dacqua per farli aumentare di peso, lutilizzo di salnitro che ne ravviva
il colore e lo fa sembrare fresco, oppure il trattamento delle branche mediante
lutilizzo di una soluzione con anilina ed ammoniaca per ravvivarne il colore,
il pesce topo proveniente dallAtlantico spacciato per cuoricini di
merluzzo.
Le
uova fresche conservate, invece, nelle celle frigo o che portavano una
data di scadenza superiore ai 28 giorni consentiti.
I
vini ottenuti dalla fermentazione di zuccheri e frutta diverse dalluva,
laggiunta di coloranti, di alcol metilico per aumentarne la gradazione,
di antigelo per aumentarne la morbidezza ed il corpo, laggiunta di conservanti
illegali(acido borico e acido salicilico).
Per non parlare
delle carni; tra morbo della mucca pazza(1986-2005), linfluenza
aviaria(2007-2008), la peste suina (2009), lepidemia di scrapie (stessa
famiglia del morbo della mucca pazza), avvenuta qualche anno fa e circoscritta
(sembra) alla sola Sardegna, non cè da stare allegri.
Se poi allarghiamo il discorso ai prodotti alimentari provenienti
da paesi come la Cina dove è assente qualunque normativa per la difesa
della salute dei cittadini, beh mi sa che allora faremmo bene a chiudere baracca
e burattini.
Fortunatamente i sofisticatori non hanno vita facile perché cè
chi vigila su tutto questo, la guardia di finanza, i carabinieri gli organismi
sanitari sono riusciti negli ultimi tempi a scovare gli autori di molte di questi
criminali che attentano alla salute pubblica.
Nel 2008 sono state effettuate oltre 28.000 ispezioni e rilevate 5.866 infrazioni
penali, che hanno portato all'arresto di 49 persone e alla chiusura «per
motivi di salute pubblica» di ben 836 strutture.
La nota dolente?
Il 17 febbraio 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'elenco
delle sentenze penali passate in giudicato e pervenute al Ministero della salute
nel corso dellanno 2008, a carico di produttori e ditte alimentari condannati
per reati di frode e sofisticazioni alimentari.
Si tratta di 81 (ottantuno!) sentenze. Decisamente un po' poche... Le sanzioni
variano da 500 a 3.000 Euro circa.
Beh per chi guadagna milioni sulla nostra pelle, quello di pagarne 5000 è
un rischio che si può anche correre che dite?
Per chi volesse approfondire:
http://risorse.legambiente.it/docs/Italia_a_tavola_2009.0000000824.pdf
nella APPENDICE: IL CALENDARIO DELLE FRODI ALIMENTARI da pag.73 in
poi ci si può fare una ottima idea su quello che potremmo mettere inavvertitamente
sulla nostra tavola.