A distanza di tre mesi, il centro sinistra non ha ritrovato la parola. Praticamente
scomparso e annichilito dopo la batosta delle comunali di aprile quando il candidato
del centro destra (Udc, Pdl e Psi)
Gino Trematerra ha battuto
Giacomo
Cozzolino, candidato del Pd. Si dirà che la coalizione era spaccata
e ciò ha favorito ancora di più il già forte
Trematerra.
E' vero, ma nessuno avrebbe scommesso sull'imbarazzante silenzio del centro sinistra
dopo tre mesi dalla sconfitta. Pd, IdV, Verdi, Ulivo per Acri, Sel, Federazione
della Sinistra (Prc e Pdci) sono scomparsi dalla scena politica locale. Nessun
comunicato, alcuna presa di posizione. Possibile che in questi tre mesi il centro
destra, certamente per nulla sprovveduto e con uomini navigati, non abbia sbagliato
qualche mossa? L'opposizione in consiglio è affidata a Idv e Pd ma i due
partiti sono nelle stesse condizioni di aprile; non dialogano né hanno
voglia di ricucire gli strappi dello scorso anno. Si ha l'impressione, ed il popolo
della sinistra se lo augura, che solo dopo le ferie il centro sinistra possa riprendere
il suo cammino. Vediamo perché; il Pd, ma anche i partiti minori, attende
il congresso dopo le dimissioni del segretario
Pino Capalbo. La situazione
all'interno dei democratici rispecchia quella regionale. Tanta confusione e qualche
attrito di troppo che non fa sperare a nulla di buono.
Il congresso di settembre dovrebbe, comunque, mettere chiarezza e serenità
ad un periodo critico soprattutto dopo la debacle di
Cozzolino. Si attende
anche l'evoluzione di Sel. Il partito di
Vendola si sta organizzando sul
territorio e potrebbe rappresentare il vero motore propulsore della coalizione.
IdV qui può contare sull'ex consigliere regionale
Feraudo e su quello
provinciale
Fusaro. I non buoni rapporti tra i due incidono negativamente
sull'azione del partito e della coalizione stessa. I Verdi, che alle provinciali
del 2009 hanno bene impressionato, non intervengono neanche sulle questioni ambientali
che pure sono tante. Ulivo per Acri, Prc e Pdci, soffrono della crisi che investe
la sinistra radicale. Pur annoverando uomini di grande capacità, sembrano
essere stati inghiottiti dal marasma generale.
In tutto questo
Trematerra, che già conta su una maggioranza bulgara,
può dormire su sette cuscini.